Pontecorvo, automobilista condannato a due anni per l'incidente che costò la vita a Fabio Zonfrilli

Pontecorvo, automobilista condannato a due anni per l'incidente che costò la vita a Fabio Zonfrilli
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Giovedì 1 Luglio 2021, 14:56

Condannato a due anni l'automobilista  (un 71enne di Pontecorvo) che travolto e ucciso  abordo della sua moto Fabio Zonfrilli, 30 anni, anche lui di Pontecorvo. L'incidente è avvenuto il 25 luglio del 2019.

La sentenza, che rende quanto meno un po’ di giustizia ai familiari del ragazzo, assistiti da Studio3A, è stata pronunciata ieri, mercoledì 30 giugno 2021, avanti il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Cassino, dott.ssa Vittoria Sodani: all’imputato, che aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato con relativo sconto di un terzo della pena, è stata comminata anche la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per quattro anni.

Zonfrilli, dipendente della Agc Automotive, ragazzo ben voluto da tutti  e conosciutissimo in tutta la provincia per aver indossato maglie di varie squadre di calcio della zona e per aver calcato anche campi di squadre professionistiche, stava procedendo, in sella alla sua moto Suzuki Bandit 600, sulla Strada Provinciale 99 “Melfi” in direzione Roccasecca-Pontecorvo, quando la Fiat Punto, condotta dall’imputato, che proveniva nel senso contrario, ha bruscamente e improvvisamente svoltato a sinistra per immettersi nella laterale e secondaria via Melfi di Sotto, mancando di dargli la precedenza. Il centauro, appena percepita l’intenzione dell’automobilista di svoltare, ha frenato energicamente ma non è riuscito a evitare l’impatto contro la fiancata destra della macchina, finendo poi esanime sul ciglio della strada. Un impatto terribile e fatale: è deceduto praticamente sul colpo per i gravissimi politraumi riportati, nonostante i disperati tentativi dei sanitari di rianimarlo.

Per fare piena luce sulla dinamica, il magistrato ha anche affidato a un proprio consulente tecnico d’ufficio, l’ing. Lucio Pinchera, una perizia cinematica per ricostruire dinamica e cause dello schianto: alle operazioni peritali ha partecipato, come consulente di parte della famiglia, anche l’ing. Francesco Galise, messo a disposizione da Studio3A. Il Ctu ha concluso il suo elaborato ascrivendo la totale responsabilità dell’accaduto al settantunenne e non ravvisando alcun concorso di colpa da parte della vittima, nemmeno  sulla velocità tenuta, risultata al di sotto del limite stabilito in quel tratto

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