Frosinone, piccoli comuni e rischio spopolamento: il centro turistico della Val di Comino scivola sotto i duemila residenti

Giovedì 9 Luglio 2020 di Stefano De Angelis


È considerata la bomboniera del turismo della Val di Comino. Eppure, da tempo, soffre di un male che con gli anni sta diventando cronico e che deve suonare come un campanello d’allarme per il futuro: è quello del rischio spopolamento, che s’insinua con tutta la propria forza. A San Donato Val di Comino, perla abbarbicata alle pendici del Parco nazionale, dove regna l’aria buona e spiccano scorci suggestivi, gli abitanti sono sempre di meno. Il centro montano, infatti, situato a 728 metri di altitudine e circondato dalla natura, da qualche mese è sceso per la prima volta sotto i duemila residenti e le proiezioni, stando ai numeri, non sono affatto confortanti. È una situazione che, però, non riguarda soltanto San Donato, ma tutti i paesi del circondario che vedono assottigliarsi sempre di più le pagine del registro dell’anagrafe. Ma se il dato spicca anche nel paese meta privilegiata dei villeggianti, dove insistono diverse strutture ricettive e da cui si possono raggiungere con facilità le rinomate località turistiche d’Abruzzo distanti pochi chilometri, ecco che quello che appare come un problema generalizzato senza soluzione assume il carattere di criticità. Per tutta la Val di Comino. Una sorta di allerta che andrebbe posta in cima alle priorità da affrontare per scongiurare scenari peggiori.

LA CURVA DEMOGRAFICA
A voler essere ottimisti, infatti, a San Donato si potrebbe ipotizzare una decrescita della popolazione di circa 225 unità spalmata in venti anni. Questo se si prende in considerazione il periodo dal 1998 al 2018, con i residenti scesi da 2.229 a 2004. Ma la media inizia a cambiare sensibilmente verso il basso analizzando la finestra decennale a partire dal 2008, quindi più recente, quando in paese le anime erano 2.145: ne viene fuori un saldo negativo intermedio ben più alto, pari a 141. E il trend decrescente progressivo trova conferma spostando il confronto di un anno, cioè dal 2009 al 2019, con il calo ancor più vistoso che si attesa a quota 146 (2.130 contro 1.984, totale al dicembre scorso).
Il 2019 per San Donato è stato l’anno che ha segnato il passo. Il censimento, infatti, ha certificato la discesa sotto la soglia dei duemila abitanti. Il mese spartiacque è stato luglio (l’ultimo con il numero 2 capofila delle quattro cifre), poi da agosto è iniziata l’ulteriore flessione. E l’anno in corso è cominciato con la stessa tendenza. A giugno scorso, infatti, San Donato ha toccato il numero di residenti più basso di sempre: 1.952. A gennaio erano 1.973, a maggio 1.957. Ma non tutti sono stanziali in paese: diversi, infatti, per ragioni di lavoro vivono altrove. Dal 2010 (2.133 cittadini), dunque, facendo sempre un raffronto nell’arco di dieci anni, il paese finora ha visto ridurre la popolazione di 181 unità, con una media ancora più marcata. Di recente uno degli anni più “neri” era stato il 2018, che si era chiuso con un -47 rispetto ai dodici mesi precedenti. E il 2020, su base annuale, fa registrare già un -32. I primi segnali c’erano stati già due anni fa (ottobre 2.010 abitanti, novembre 2.006, dicembre 2.004).
Di contro qualche spiraglio si era intravisto nel 2008 (+12), nel 2010 (+3), nel 2011 (+16) e, l’ultimo, nel 2014 (+16). Diverse le cause di questo fenomeno che riguarda i piccoli centri montani della Val di Comino: maggiore tasso di mortalità rispetto a quello di natalità, poche opportunità di lavoro con conseguente emigrazione di giovani alla ricerca di occupazione, carenza di servizi e infrastrutture. E il turismo, una vocazione del territorio, purtroppo ancora fatica a decollare. Provare a rilanciare l’economia del luogo e a ridare impulso allo sviluppo per contrastare lo spopolamento è ancora possibile, ma il tempo non è infinito.

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