Carige, 4 miliardi per evitare il naufragio: è scontro

Martedì 8 Gennaio 2019
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Si accende lo scontro dopo la mossa del governo per salvare la Carige. Quattro i miliardi stanziati per evitare il naufragio dell’istituto di credito genovese. Intanto emergono i dettagli del decreto legge varato ieri dal Consiglio dei ministri e titolato «misure urgenti a sostegno della Banca Carige s.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia», firmato stasera dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La rivolta della base M5S per il'intervento a favore di una banca intanto allarma il vice premier Luigi Di Maio: operazione voluta dalla Lega. E il Pd accusa: il premier Giuseppe Conte è in conflitto di interessi. 

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«In questo momento non parliamo di salvataggio di Carige, confidiamo che la logica di mercato e che gli azionisti possano ricapitalizzare», afferma il presidente del Consiglio, ospite di «Porta a Porta». «Se questo non arriverà, non intendiamo usare soldi dello Stato». Quella per Carige «è una misura transitoria ampiamente meditata. Lo Stato ha offerto una garanzia per nuovi bond perché si è creato uno stallo, per traghettare questo momento. È un salvagente temporaneamente offerto ma confidiamo che la Carige possa attraversare questo momento e rilanciare. L'intervento è per consentire ai commissari straordinari il consolidamento patrimoniale e il rilancio», aggiunge Conte.

«Su Carige non c'è uno scarto, una deviazione rispetto a una condizione sottoscritta da me, da Di Maio e Salvini. Lo Stato ha offerto una garanzia per nuovi bond perché si è creato uno stallo, per traghettare questo momento. Ma questo governo non intende affatto intervenire per ristrutturare imprese bancarie e trasferirle a privati o per favorire azionisti che hanno capitale di rischio. La nostra premura sono gli obbligazionisti e i risparmiatori», continua il
presidente del Consiglio.

Il decreto. Garanzie pubbliche sulle nuove emissioni obbligazionarie di Carige fino a 3 miliardi di euro e sottoscrizione di azioni della Cassa di risparmio fino a 1 miliardo. Il tutto entro i primi sei mesi dell'anno, quindi eventualmente anche dopo le elezioni europee. Sono questi i due pilastri della bozza del decreto - non definitiva - entrata in Consiglio dei ministri ieri sera. L'obiettivo ripetuto più volte è quello di «evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell'economia e preservare la stabilità finanziaria», nel rispetto delle norme europee che regolano il settore.

Il Mef, si legge nella bozza, «è autorizzato fino al 30 giugno 2019 a concedere la garanzia dello Stato su passività di nuova emissione di Banca Carige nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 3.000 milioni di euro». Come spiegato ieri da Palazzo Chigi, la garanzia varrà anche sui finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d'Italia «per fronteggiare - si legge nella bozza - gravi crisi di liquidità». Si tratta appunto di «erogazione di liquidità di emergenza» in conformità con gli schemi previsti dalla Bce.

La garanzia può essere concessa solo a seguito della positiva decisione della Commissione europea sulla compatibilità dell'intervento con il quadro normativo dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato applicabile alle misure di sostegno alla liquidità nel contesto della crisi finanziaria.

Banca Carige dovrà presentare, entro due mesi dalla concessione della garanzia, un piano di ristrutturazione per confermare la redditività e la capacità di raccolta della banca a lungo termine senza ricorso al sostegno pubblico. Anche il piano dovrà essere sottoposto alla Commissione europea.

Al termine del Cdm, il governo ha parlato di ricapitalizzazione precauzionale, definendola «un'ipotesi residuale e non attuale». Nella bozza del decreto però il Mef è autorizzato a sottoscrivere, sempre entro il 30 giugno 2019, «anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, nel limite massimo di 1 miliardo di euro per l'anno 2019, azioni emesse da Banca Carige».

Nello stato di previsione del Ministero dell'economia viene istituito un Fondo con una dotazione di 2 miliardi di euro per il 2019, destinato alla copertura degli oneri derivanti dalle sottoscrizione di azioni e dalle garanzie concesse dallo Stato sulle obbligazioni e sull'erogazione di liquidità di emergenza. Un miliardo proviene dal fondo destinato proprio alle garanzie rilasciate dallo Stato istituito nel 2014 e un altro miliardo dalle risorse dei Fondi multilaterali di sviluppo e del Fondo globale per l'ambiente.

Palazzo Chigi ha poi precisato che «il testo approvato ieri dal Consiglio dei ministri prevede due possibili interventi di cui Banca Carige può avvalersi, come misure di ultima istanza. A questo scopo il governo ha stanziato un fondo di 1,3 miliardi di euro, di cui: 1 miliardo destinato alla sottoscrizione di azioni di Banca Carige al fine di rafforzarne il patrimonio e 300 milioni per le garanzie concesse dallo Stato sulle passività di nuova emissione e sull?erogazione di liquidità di emergenza. Il valore di 3 miliardi citato all'interno del decreto non corrisponde ad alcuno stanziamento aggiuntivo da parte del governo, ma consiste nel limite nominale del valore dei bond sui quali può essere posta la garanzia, per i quali vengono stanziati 300 milioni di euro».

Lo scontro. L'ex premier Matteo Renzi intanto attacca Matteo Salvini e Luigi Di Maio: «Devono vergognarsi. Sono bastati 10 minuti di una riunione notturna del Consiglio dei ministri per smentire 5 anni di insulti e menzogne contro di noi». I dem denunciano un conflitto d'interesse per il premier Giuseppe Conte che è stato «socio di Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della Fondazione» e a sua volta «consulente di Mincione, banchiere socio Carige». Ma Palazzo Chigi nega. Di Maio: «Quante balle di giornali, Renzi e Boschi sulle banche. Proprio loro parlano!». Salvini: «Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi interveniamo a loro difesa».

«Sono orgoglioso del fatto che il governo, di cui faccio parte, sia intervenuto subito per mettere in sicurezza i risparmi di migliaia di italiani, non gli interessi degli amici degli amici. Abbiamo ritenuto nostro dritto e nostro dovere mettere in sicurezza i risparmi di migliaia di piccoli risparmiatori», ha detto ancora Salvini parlando in diretta Facebook.

 

Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 08:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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