Ministeri, chiusura anticipata di due ore: risparmi per straordinari e utenze

Venerdì 26 Settembre 2014 di Michele Di Branco
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Un dirigente del ministero dell’Economia ci scherza su: «Bene, così ci sarà più tempo per fare la spesa e i consumi cresceranno», ma la questione è tremendamente seria.

In clima di spending review, il governo prepara la chiusura anticipata dei portoni dei ministeri. Tutti a casa due ore prima dell’orario fissato oggi per le 20 e dunque l’attività lavorativa sarà concentrata interamente entro le 18. «I risparmi si fanno anche in questo modo» spiegano in Via XX Settembre invitando a non sottovalutare il contributo economico che questa mossa potrà dare all’ansia risparmiatrice e razionalizzatrice di Palazzo Chigi. Dal punto di vista operativo non cambierà molto in quanto la maggior parte dei 170 mila dipendenti ministeriali, a legislazione vigente, alle 6 della sera ha già lasciato l’ufficio da un pezzo. Ma l’impatto è notevole se si pensa alle voci che subiranno notevoli tagli. La chiusura anticipata («destinata a produrre risparmi importanti» fa notare chi lavora al dossier senza però indicare cifre) vuol dire una robusta potatura degli straordinari già sottoposti a una dieta del 10% nella scorsa legge di Stabilità. E poi ci sono due ore in meno di spese energetiche (luce, riscaldamento e aria condizionata)da mettere in conto. L’operazione riguarderebbe al momento solo i ministeri ma nei piani c’è l’estensione della misura anche alle controllate del ministero dell’Economia. Come, ad esempio, le Agenzie fiscali. Questa sorta di ”coprifuoco ministeriale” si aggiungerà al taglio di diverse posizioni dirigenziali e alla significativa razionalizzazione degli spazi per gli uffici voluta in via XX Settembre dal ministro Pier Carlo Padoan.

MENO DIRIGENTI

Qualche giorno fa, infatti, il Mef ha annunciato di aver ridefinito l’organizzazione del dicastero secondo i seguenti criteri: immediata riduzione di 139 posizioni dirigenziali non generali che passano da 712 a 573 unità, eliminazione di duplicazioni organizzative e sovrapposizioni di competenze, individuazione di criteri per la riorganizzazione e la razionalizzazione dell’articolazione territoriale del ministero, prevedendo la necessità di una ulteriore razionalizzazione degli spazi utilizzati, anche mediante la condivisione delle sedi con uffici di altre amministrazioni statali e soppressione di 10 sedi territoriali dal 2015.Negli auspici questo provvedimento, oltre allo snellimento delle strutture ed alla semplificazione dei processi amministrativi, «comporterà risparmi di spesa anche per la riduzione degli affitti». Ovviamente queste operazioni non sono che un assaggio di un piatto infinitamente più nutrito. Per il 2015, il governo auspica un taglio da 3 miliardi delle società pubbliche (destinate a ridursi da 8mila a mille), 7,2 miliardi di risparmi sugli acquisti di beni e servizi e circa 600 milioni dalla riforma informatica della sanità.

Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 11:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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