Investimenti, piano del governo: incentivi fiscali e semplificazioni

Domenica 11 Settembre 2016 di Andrea Bassi

L'ultima novità l'ha annunciata ieri direttamente Matteo Renzi. Un bonus per gli albergatori che vogliono rimodernare i loro hotel. Del resto la parola chiave della prossima legge di bilancio, come ha spiegato ieri a Il Messaggero il ministro del'Economia, Pier Carlo Padoan, sarà «investimenti». L'unica strada secondo il governo per far marciare un Pil che lo stesso presidente del Consiglio, parlando alla Fiera del Levante, ha dovuto ammettere che sta registrando una ripartenza troppo lenta. Certo, ha anche aggiunto che i numeri prima del suo governo sono numeri di un'ecatombe, visto che dal 2008 al 2014 il prodotto del Sud è crollato del 9% e quello del Centro-Nord dell'1,4%. «Venivamo», ha detto Renzi, «da una situazione devastante». Ma si continua a marciare sul posto. Per far ripartire gli investimenti privati, la leva che il governo ha intenzione di utilizzare è quella fiscale. Prendiamo il bonus per gli albergatori appena annunciato. «L'idea», spiega il vice ministro dell'Economia Enrico Morando, «circola da molto tempo, perché ci sono numerose strutture che hanno necessità di ristrutturarsi.

LE IPOTESI
Una delle ipotesi che stiamo valutando», spiega il vice ministro, «è quella di estendere il super ammortamento anche a questo tipo di attività». In realtà c'è anche un'altra ipotesi sul tavolo, quella di permettere l'uso dell'eco-bonus, la detrazione fiscale del 65% oggi riservata a chi ristuttura un appartamento avendo certe accortezze per renderlo energeticamente efficiente. Comunque sia, entrambi questi strumenti saranno presenti nella prossima legge di bilancio e saranno i cardini del piano per rilanciare gli investimenti privati da parte del governo. Come funzionano? Il super ammortamento prevede che quando un'impresa compra un macchinario, invece di sottrarre fiscalmente in alcuni anni il 100% del suo valore, può dedurne il 140%. Un aiuto che è già entrato in vigore lo scorso anno, e che ha funzionato bene, ma che scadrà alla fine del 2016. La nuova versione che il governo sta studiando, prevede alcuni miglioramenti. Innanzitutto la durata non dovrebbe più essere soltanto di un anno, ma dovrebbe essere estesa a tre anni. E poi dovrebbe essere introdotto una specie di iper ammortamento, uno sconto fiscale ancora maggiore, magari del 200%, per chi investe in software, come per esempio un sistema informatico in grado di migliorare il processo produttivo.

La seconda freccia del piano per rilanciare gli investimenti privati, è l'eco-bonus rinforzato. La detrazione del 65% sulle ristrutturazioni edilizie, fino ad oggi ha ben funzionato per rimettere a posto i singoli appartamenti. Ma anche in questo caso ci sono stati dei limiti. Innanzitutto non hanno potuto usarla i cosiddetti incapienti, coloro che guadagnano sotto la soglia degli 8 mila euro e dunque non pagano tasse. Così come non ha potuto utilizzarlo chi non aveva i soldi per sostenere la spesa della ristrutturazione. E, infine, non è stato possibile intervenire per ristrutturare l'intero stabile nel caso dei condomini. Il nuovo eco-bonus supererà questi limiti. L'incentivo decennale del 65% sarà «monetizzabile». Potrà essere ceduto a dei fondi ad hoc, ai quali potrebbe partecipare la Cassa Depositi e Prestiti, che in cambio della possibilità di poter incassare direttamente l'incentivo da parte dello Stato, si incaricheranno di svolgere i lavori. La parte restante delle somme, potrebbe essere pagara a rate nelle bollette elettriche. Questo nuovo sistema, nelle intenzioni del governo, dovrebbe essere usato anche per rendere anti-sismici gli edifici, entrando in questo modo nel piano «Casa Italia» annunciato da Renzi.

LE INFRASTRUTTURE
Sul fronte privato ci sono anche altri strumenti in cantiere, come il rifinanziamento del fondo di garanzia per circa 900 milioni, e la nuova tassazione «flat» con aliquota al 24% (la cosiddetta Iri) per gli artigiani e i professionisti che lasciano in azienda gli utili. Poi c'è invece, tutto il capitolo degli investimenti pubblici. La messa in sicurezza, sia dal punto di vista anti sismico delle strutture pubbliche, dovrebbe comportare un impegno di circa 1,5 miliardi l'anno. Ma si tratta di un capitolo appeso alle decisioni europee. L'altra mossa sarà quella di rendere subito spendibili i soldi in cassa per le opere pubbliche considerate prioritarie. Una corsia preferenziale che servirà anche a togliere alibi a quanti non usano le risorse.

 

Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 07:43

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