Porto di Civitavecchia, Macii: "Lascio perchè è venuta meno la condivisione di intenti"

Giovedì 6 Agosto 2020 di Maria Cristina Gazzellini
Roberta Macii con il vice sindaco Massimiliano Grasso
Dal primo settembre, smaltite le ferie estive, Roberta Macii non sarà più il segretario dell’Autorità di sistema portuale. Alla fine la sua lettera di dimissioni per giusta causa non dovrà più passare al giudizio del Comitato di gestione. Ieri sera infatti la segretaria ha trovato un accordo (indennità di mancato preavviso e ferie non gudute) con il presidente Francesco Maria di Majo (che le aveva mosso alcune contestazioni piuttosto pesanti) per lasciare Civitavecchia, almeno apparentemente in maniera indolore. Questo quello che si evince dalla lettera inviata in mattina alla stampa.
"Con grande rammarico e col nodo in gola lascio, alla fine di agosto, questo porto e questo ruolo. Non certo perché ho sottoscritto un atto che formalmente sterilizza un altro, ennesimo, potenziale contenzioso "all'attivo" di questa Amministrazione. L'ho fatto perché la condivisione degli intenti, della visione e degli indirizzi è elemento fondante e imprescindibile per la guida di qualsiasi azienda e lo è a maggior ragione per un'azienda complessa e complicata come lo sono il porto di Civitavecchia e la gestione del sistema portuale del Lazio.  E questa condivisione, che in alcuni momenti ho sentito e vissuto con l'entusiasmo che mi contraddistingue, è venuta meno irrimediabilmente per entrambi. E, voglio aggiungere, non è un caso che ciò sia accaduto in uno dei momenti di maggiore difficoltà che la storia di questo porto sta attraversando ovvero una di quelle situazioni in cui non avere lo stesso passo,  la stessa sensibilità e lo stesso "senso di orientamento  non può, a maggior ragione, essere consentito”. E dopo i ringraziamenti ai propri collaboratori, ai dipendenti dell’ente e a tutto il cluster marittimo un auspicio “Civitavecchia post  Covid non riuscirà per molto tempo a ritornare la stessa: ha bisogno di andare "a pagina nuova" e disegnare nuove "linee" ma senza strilli e gherminelle che tanto hanno danneggiato e danneggiano questo porto. Oggi più che mai le potenzialità inespresse devono essere rivolte a "costruire", che è diverso da "conservare",  un futuro industriale nuovo perché la logistica da sola non può reggere l'economia di un tessuto sociale così importante. Buon vento”.
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