CORONAVIRUS

Coronavirus, il manifesto degli chef: «Benessere e ospitalità per la rinascita della ristorazione»

Venerdì 10 Aprile 2020

Convivialità, benessere, sensorialità, territorio, condivisione: sono questi i cinque valori cardine da reinterpretare nel futuro della ristorazione al tempo del coronavirus che arrivano con il Manifesto orizzontale dell' Ospitalità e della Tavola. La pubblicazione del documento, frutto della collaborazione tra Federazione italiana cuochi (Fic), Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) e Università San Raffaele di Roma, sarà il 12 aprile, nel giorno della domenica della Pasqua a significato - spiega una nota - di una «metafora di rinascita dell'intero comparto enogastronomico italiano».

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Il Manifesto è sottoscritto da tutte le categorie coinvolte nel comparto della ristorazione e dell'enogastronomia. Tra gli obiettivi del domani quello di investire nella formazione delle competenze di chi opererà in sala per accogliere il cliente e farlo sentire al sicuro (convivialità), quello della somministrazione nei locali che «dovrà presumibilmente essere divisa su più turni» e quello di un decalogo sulla sicurezza (benessere). Ci si impegna poi a dare sempre più valore nella ristorazione di domani ai sensi e al valore educativo del gusto per riconoscere il buon cibo (sensorialità). Tra le finalità anche l'importanza del territorio sia con l'offerta dei prodotti locali e l'attivazione di filiere corte e sia attraverso la riproposta di tradizioni italiane e identità territoriali (territorio). Infine si sottolinea la necessità di pianificare e riprogrammare le attività attraverso il delivery e le ordinazioni da asporto, «fino ad oggi prerogativa di altre strutture», (condivisione). 

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