CORONAVIRUS

Coronavirus, nozze rinviate al 2021: sarà l'anno dei matrimoni infrasettimanali

Domenica 19 Aprile 2020
Coronavirus, nozze rinviate al 2021: sarà l'anno dei matrimoni infrasettimanali

Il lockdown imposto dal Governo  per arginare il contagio da Covid 19 ha vietato feste e cerimonie di ogni tipo e così tra i settori più duramente colpiti dalla crisi da coronavirus c'è anche quello dei  matrimoni, proprio nel periodo dell'anno, i mesi di primavera-estate che vanno da aprile a luglio, in cui, per tradizione, vengono maggiormente celebrate e festeggiate le nozze.
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Un indotto fermo, piccole attività che stanno chiudendo,  sposi che rischiano di perdere i soldi già anticipati. «Un intero settore in ginocchio», afferma la wedding planner di Pescara  Simonetta Quieti, che aggiunge: «In molti stanno rinviando al 2021, sarà l'anno dei matrimoni infrasettimanali e invernali». «È tutto l'indotto ad essere in fortissima crisi: wedding planner, fotografi, operatori video, fioristi, musicisti, ristoranti e strutture che lavorano solo sui matrimoni, negozi di bomboniere, tipografie, negozi di abiti da sposa - sottolinea Quieti - È tutto fermo. La cosa che succederà è che verranno spostati tutti nel 2021, anno in cui ci saranno tantissimi matrimoni. Chi si doveva sposare nel 2020, lo farà l'anno prossimo, in un giorno infrasettimanale o in un periodo dell'anno in cui generalmente non ci si sposa, perché ovviamente la maggior parte delle date era già impegnata».
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«La difficoltà per gli sposi e per i wedding planner - aggiunge l'esperta - al momento è quella di riuscire a trovare una nuova data in cui tutti i fornitori sono disponibili. Il nostro lavoro, attualmente, è proprio quello di cercare di raccordare tutte le figure coinvolte. La situazione, però, è difficile. Ci sono fotografi che hanno chiuso la partita Iva e non sanno se la riapriranno, fioriste che si vedono costrette a chiudere. Io cerco di rassicurare gli sposi, ma c'è il rischio  concreto che in alcuni casi si perdano i soldi già anticipati». 
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«Qualcuno che doveva sposarsi tra maggio e giugno sta provando a spostare a settembre o ad ottobre, ma io sono convinta che di fare matrimoni tradizionali per ora non se ne parli, perché un banchetto, così come lo conosciamo, con centinaia di persone, è di fatto un assembramento. Non manca chi decide di sposarsi comunque, ma sostanzialmente in forma privata. È un settore completamente in ginocchio - conclude Simonetta Quieti - lavoriamo senza alcuna certezza». 

Ultimo aggiornamento: 18:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA