Turismo, tra disdette e mancate prenotazioni previsioni nere per le feste

Turismo, tra disdette e mancate prenotazioni previsioni nere per le feste
di Luca Telli
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Giovedì 25 Novembre 2021, 09:45 - Ultimo aggiornamento: 17:48

Prime disdette e prenotazioni in calo, la ripresa dell’epidemia e lo spettro di nuove restrizioni mettono in ghiaccio il turismo. Tra conti che non tornano e paura di affrontare il secondo Natale in apnea c’è anche chi pensa a un ‘letargo programmato’: una chiusura con finestra sulla primavera del 2022 in attesa di tempi migliori.

È il caso dell’Hotel Tuscia di via Cairoli nel cuore di Viterbo. «Stiamo facendo delle valutazioni – spiegano - e ci stiamo chiedendo se sia il caso di restare aperti o meno con l’aria che tira. Un albergo come il nostro, di 40 camere e medie dimensioni, ha dei costi di gestione elevati: è chiaro che se non c’è mercato diventa difficile restare in piedi, specie dopo tutto quello che abbiamo passato».

Per ora sia va avanti a luci spente con una data di scadenza per tirare le somme e decidere che non supera comunque la metà di dicembre. Spiegano ancora: «L’obiettivo è scavallare l’anno e rimanere aperti almeno fino al 15 gennaio, ma non neghiamo che con la testa siamo già ad aprile. Riuscire a lavorare nelle prossime settimane è solo una speranza». Speranza che si affievolisce davanti alla crescita dei contagi e alla stretta sui no vax con l’arrivo del super green pass e l’acceso a bar, piscine ed alberghi riservato solo ai guariti e ai vaccinati con doppia dose.

«Tenere alta la guardia è fondamentale, se da una parte la nuova misura di controllo va nella direzione giusta, dall’altra taglia un’ulteriore quota di mercato». L’ondata turistica agostana e quella delle prime settimane di settembre non sono bastate a garantire la forza economica per affrontare una nuova stretta.

«L’estate è andata abbastanza bene. Anche senza gli stranieri numeri e incassi ci sono stati – continuano -. Altro discorso va fatto per il periodo che va dal primo ottobre ad oggi. Negli ultimi due mesi, con la sola esclusione del ponte di Ognissanti, il tempo di soggiorno medio si è ridotto a una notte e mezza concentrandosi nel fine settimana. Al netto dei costi si riesce a raggiungere il pareggio ma niente di più».

A spiegare la difficoltà della situazione anche l’agenzia di viaggio San Faustino, di Donatella De Luca, una delle poche ad essere sopravvissute allo tsunami della prima e seconda ondata. «Stiamo registrando un netto rallentamento nelle prenotazioni. L’incertezza dei prossimi mesi sta paralizzando, di nuovo, il settore. Sono pochi i turisti che scelgono di mettesi in viaggio: la maggior parte teme il blocco magari proprio a ridosso della partenza. Come successo, tra l’altro, un anno fa».

Unica possibilità alla quale aggrapparsi è quella legata al turismo di prossimità che già ha contribuito a salvare l’estate. La Regione sta cercando di fare la sua parte: nei giorni scorsi è arrivata una nuova proroga al programma "Più Notti più sogni": l’iniziativa che offre la possibilità di pernottare una o due notti gratuitamente in 400 strutture ricettive del Lazio in caso di un soggiorno di 3 o 4 giorni.

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