Prelievo forzoso a 5 dipendenti di Francigena per le spese legali. «Il Comune intervenga»

Il Comune di Viterbo
di Maria Letizia Riganelli
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Domenica 20 Dicembre 2020, 07:10 - Ultimo aggiornamento: 15:33

Meno 460 euro. Cinque dipendenti della Francigena nella busta paga di dicembre si sono trovati con una discreta somma in meno. Un prelievo forzoso stabilito dalla stessa società, per rientrare delle spese legali.
A chiedere lumi su quanto accaduto ai dipendenti è il consigliere comunali Giacomo Barelli (Forza civica), che appresa la notizia ha presentato un’interrogazione urgente.

Passo indietro. I 5 dipendenti avevano intrapreso una causa contro la società Francigena per ottenere un aumento contrattuale approvato dalla Regione Lazio. Il Tribunale di Viterbo, con sentenza di primo grado, ha dato ragione ai lavoratori. La società ha però presentato ricorso in Appello e il 25 maggio scorso ha vinto. In virtù del secondo grado, Francigena ha deciso di prelevare ai 5 dipendenti le spese legali, circa 2mila euro per ogni dipendente. Peccato che in ballo ci sia ancora un terzo grado. Ovvero la Cassazione. E i lavorati avrebbero tutto il diritto di ricorrervi. 

«E’ fondamentale - afferma il consigliere Barelli - sapere se corrisponde a verità che la società in house Francigena srl in relazione alla sentenza della Corte d’Appello (per cui è stato interposto ricorso per Cassazione) abbia proceduto a un prelievo forzoso sulla busta paga di dicembre a 5 dipendenti della società, in assenza di alcun accordo e in assenza delle prescritte modalità di legge previste per le procedure esecutive e soprattutto, se tutto ciò non sia mai stato preceduto dalla necessaria notifica ai 5 dipendenti interessati dal provvedimento della sentenza munita di formula esecutiva».

Il punto indicato nell’interrogazione non è tanto se corrisponda a verità ma se quanto fatto sia legittimo. I punti sulla legittimità toccati in realtà sono due. Non solo il prelievo forzoso in assenza di una sentenza passata in giudicato, ma anche quello di una lettera, inviata per pec ai lavoratori, in cui Francigena afferma che se i lavoratori rinunciano alla Cassazione le rate potrebbero dilatarsi. «Vorrei sapere - dice ancora il consigliere - se sia stato fatto in violazione di norme penali e civili o in materia di tutela dei lavoratori e delle relazioni sindacali o comunque in violazione di qualsiasi altra norma».

«Mi sembra - afferma il segretario della Cisl, Fortunato Mannino - uno scherzo, se così lo vogliamo chiamare, di cattivo gusto. Quasi un ricatto che va contro ogni logica e diritto dei lavoratori. Mi auguro che la società torni sui suoi passi e che il Comune si faccia sentire».

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