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Viterbo e l'abbandono del centro storico, Confimprese: «Agire subito o rischio tracollo»

Venerdì 23 Ottobre 2020

Per le imprese del centro storico sarà un autunno di paura. Il ‘lockdown mascherato’, come lo definisce il segretario di Confimprese Giancarlo Bandini, ha già iniziato a colpire duro a 15 giorni dall’esplosione dei casi in provincia. Il rischio, quello di un effetto domino con conseguenze durissime.

Covid 19, emergenza anche per i negozi in centro: «Qui il lockdown c'è già»

 «Il calo nelle ultime due settimane è stato netto, neppure il weekend ha garantito quel passaggio e quei numeri che ci si potrebbe aspettare. Senza interventi rischiamo una crisi peggiore di quelle del 2008 e del 2012 – continua Bandini -. Da mesi chiediamo un cambio di marcia ma per ora si è rimasto a guardare».

Possibili chiusure e locali sfitti pronti a tradursi nel medio periodo in un calo occupazionale tale da mandare in sofferenza decine famiglie e assumere, subito dopo, i connotati di una vera e propria emergenza sociale. Così nonostante lo stop selettivo ai licenziamenti e la doppia proroga della cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 ipotizzata dal governo per assicurare, da una parte, la copertura fino al prossimo 31 dicembre alle aziende che hanno esaurito la Cig, dall’altra per proseguire nel 2021 almeno fino a marzo.

Le preoccupazioni maggiori i negozi di abbigliamento con il settore cerimonie a pagare lo scotto più pesante e solo quattro mesi, tra luglio e la prima settimana di ottobre, per rilanciarsi.

Poi per la ristorazione che ha esaurito il cassetto estivo e ora scricchiola in maniera preoccupante.  «Bar e ristoranti corrono su un binario morto. La chiusura anticipata, poi, è una mannaia per le imprese – continua Bandini -. L’unica via per salvare il centro, una volta spento l’incendio della pandemia, è ridisegnarlo».

La direzione imboccata, secondo Bandini, non è la migliore. Lo testimonia la fuga dei residenti, sempre meno quelli che scelgono di vivere all’interno delle mura per scarsità di servizi e incuria, e il basso appeal commerciale: con un ricambio sotto il rapporto ben al di sotto dell' 1:1 e l’esempio di Via Saffi su tutti.

 «La politica deve essere mirata: investimenti che puntano alla riqualificazione della zona, agli sgravi fiscali per commercianti e interventi sui canoni di locazione», continua. Il dito, il segretario di Confimprese, trona a puntarlo contro la costruzione dell’area commerciale a Nord della città. «La dimostrazione migliore di come ci sia scarso interesse per il centro – conclude -. Quando la macchina entrerà a pieno regime per i piccoli commercianti sarà ancora più difficile arrivare a fine mese». Con la curva dei contagi in netto peggioramento e ulteriori restrizioni da non escludere, oltre quelle decise dal governatore Zingaretti per la mezzanotte di oggi, il mare è sempre più mosso.

Ultimo aggiornamento: 11:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA