CORONAVIRUS

Centro storico, crisi sempre più nera: molla un'altra impresa. «Impossibile andare avanti»

Giovedì 22 Ottobre 2020 di Luca Telli
Il piazzaiolo Michele Corba se ne va da piazza delle Erbe

Otto settimane e mezzo, tanto è durata l’avventura del maestro piazzaiolo Michele Corba in centro. Non una resa, piuttosto una consapevolezza che le settimane passate dietro il bancone del suo locale hanno rafforzato: «Fare impresa a Viterbo è quasi impossibile»

In centro poi, ancora peggio: «E dire che pensavo fosse la scelta giusta: quando a marzo il governo ha messo i lucchetti alle scuole, spostare la pizzeria da porta della Verità a piazza delle Erbe mi era sembrata la decisione migliore. E invece…».

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E invece, per il 40enne di Montefiascone cresciuto tra decine di cucine e in passato giudice su Alice del programma ‘Il boss della pizza’, niente è andato come avrebbe dovuto: pochi turisti, incassi non all’altezza delle previsioni, tanti problemi tra cui scarso feeling  con i residenti e poco sostegno da parte del Comune: «Al quale un imprenditore chiede solo di poter lavorare con gli strumenti più adatti per la sua attività».

L’emergenza sanitaria, spiega Corba, spaventa: «Per noi ristoratori sarà un mazzata e il rischio di chiusure a raffica reale», ma è solo la punta dell’iceberg di una città in crisi di identità e senza un piano di rilancio che possa riqualificare e trasformare il centro, come nelle intenzioni e nei proclami, in un modello turistico a misura d’uomo. «Ci sono problemi profondi che non sono stati affrontati – continua Corba -  Siamo fermi alle promesse ma senza certezze gli investitori scappano. Come è normale che sia».

Se la prende con i passi falsi sulla ztl: «Troppi balzelli, cambi di direzione e nessuna posizione netta– continua – è capitato per decine di volte che le auto parcheggiassero a pochi metri dai tavoli». E ancora con il degrado e la sporcizia con la quale viterbesi, e non, hanno imparato tristemente a convivere: «Basta fare un giro per rendersene conto. Il problema non è solo il corso, ormai spopolato, ma tutto il centro da Porta Romana a piazza del Teatro».

Infine torna a battere sulla mancanza di  un progetto a lungo termine che punti, se non a ripopolare, a fermare l’emorragia di residenti e imprese. «Gente ce n’è sempre di meno. Il motivo? La risposta è nella domanda: perché dovrei venire in centro».

Pensiero che meno di un mese fa aveva spinto un altro ristorante, l’Altroché di piazza Cappella nel cuore di San Pellegrino, a traslocare lontano dalle mura. Sintomo evidente di una malattia diffusa a cui l’epidemia rischia di dare il colpo di grazia.

«Da oggi comunque la pizzeria avrà un nuovo proprietario – conclude Corba -. Un ragazzo capace che farà bene e al quale auguro il meglio. Per quanto mi riguarda, deciderò il mio futuro nelle prossime settimane. Viterbo? No grazie, ho già visto abbastanza».

 

Ultimo aggiornamento: 18:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA