CORONAVIRUS

Caritas, il progetto "Terra degli uomini" è un caso nazionale: sempre più italiani e donne tornano nei campi

Mercoledì 12 Agosto 2020
Il progetto della Caritas di Viterbo

Aumentano gli italiani e anche le donne che cercano lavoro in agricoltura. Soprattutto dopo il Covid-19. È quanto emerge dal progetto della Caritas di Viterbo “Terra degli uomini: lavoro e dignità”. In generale, quest’anno è stato registrato un incremento di domande presentate: sono 72, contro le 32 del 2019.

Sinora sono 23 le persone inserite al lavoro, di cui 16 in aziende agricole e 7 in altre realtà, soprattutto della filiera agroalimentare. Altre 8 persone sono in via di inserimento in aziende agricole, per un totale di 31 collocamenti. Le donne quest’anno sono 3, mentre lo scorso anno era appena 1. Inoltre, il 14% dei richiedenti sono italiani, mentre gli altri provengono da Paesi africani e asiatici (Bangladesh, soprattutto). In totale sono 22 le aziende coinvolte ma non bastano: la Caritas ne sta cercando altre, per rispondere a tutte le richieste arrivate. Infine, 30 persone saranno inserite in percorsi formativi che partiranno a settembre.

L’identikit di chi ha presentato domanda presenta un tratto ricorrente: si tratta di persone prima impiegate in lavoretti stagionali, spazzati via dal coronavirus. Il progetto prevede un ingaggio per 6 mesi, con un contributo da parte della Caritas di 400 euro mensili e l’azienda che deve corrispondere al dipendente almeno 500 euro netti. “Ma quando controlliamo le buste paga – spiega Francesca Durastanti, agronoma specializzata in agricoltura sociale e civica, responsabile del progetto – possiamo riscontrare che la maggioranza corrisponde una cifra più alta, a riconoscimento del valore del programma e delle persone coinvolte”.

Un vero successo che ha fatto guadagnare al progetto l’endorsement della Fai Cisl nazionale, che lo ha preso come esempio di buona pratica e vorrebbe esportarlo anche fuori provincia. “Per noi – spiega il responsabile della Caritas, Luca Zoncheddu – è un bel riconoscimento. Ci stanno dando una mano a trovare altre aziende su Viterbo e trasferiranno la nostra esperienza anche altrove perché hanno riconosciuto come il nostro sia il giusto strumento per un vero rilancio, basato sul lavoro come crescita dell’individuo, anche dal punto di vista educativo, e non sull'assistenzialismo”.

“Terra degli uomini” è realizzato grazie al contributo Cei derivante dai fondi 8 x Mille e al partenariato con il Dipartimento Dafne dell’Università degli Studi di Viterbo Unitus e Aclidi Viterbo, l’iniziativa ha consentito il reinserimento lavorativo di persone inoccupate. Quest'anno il lavoro di rete si è arricchito della collaborazione di Coldiretti Viterbo, Slow Food Viterbo e Tuscia, Terra Viva Viterbo, Fai Cisl Viterbo e Fai Cisl Lazio.

“Il progetto – spiega Claudio Tomarelli, segretario generale della Fai Cisl Lazio – ha favorito il ritorno all’occupazione di persone che cercano un nuovo percorso di vita, di famiglie in difficoltà”. E l’idea piace anche al segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota: “Credo - conclude - sia una delle strade da percorrere per strutturare forme di politiche attive del lavoro intorno alle opportunità esistenti sul territorio”.

Ultimo aggiornamento: 16:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA