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"Dateci più soldi o ce ne andiamo": la Asl aumenta i compensi ai medici del pronto soccorso

Belcolle
di Renato Vigna
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 10:56 - Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 12:32

Sono talmente pochi che diventano preziosissimi e dettano loro le regole. E così la Asl, pur di non vederli andarsene a lavorare in aziende dai compensi più generosi, hanno deciso di aumentarglieli: il compenso orario per chi ha incarichi libero-professionali passa da 40 a 60 all’ora, per una spesa che dal 1° giugno è di 171mila euro circa. Nove i dottori coinvolti: uno in scadenza alla fine del mese; gli altri a dicembre.

Come si legge nel provvedimento con cui i vertici della Asl autorizzano la spesa, “l’azienda ha estrema difficoltà ad assumere medici specializzati in Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza, tanto che le iniziative fino ad oggi intraprese non hanno conseguito gli obiettivi prefissati”. Non nascondono che al momento i servizi essenziali di assistenza nei reparti di urgenza della provincia vengono erogati “solo grazie al contributo dei rapporti libero professionali e, ove possibile, con un maggiore coinvolgimento dei pochi medici di pronto soccorso in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato mediante l’istituto delle prestazioni orarie aggiuntive, normativamente previsto proprio per l’abbattimento delle liste di attesa e per far fronte alla grave carenza di personale”.

Viene messo nero su bianco che “risulta estremamente difficile la situazione in cui versano i servizi di Pronto soccorso aziendali” e che “tale condizione, ove non tempestivamente ed attentamente affrontata, potrebbe, non garantire l'erogazione dei Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr) nell'ambito dei percorsi di emergenza urgenza”.
Un quadro a tinte fosche per la tenuta dell’assistenza sul territorio. E che di fronte alle minacce di licenziarsi da parte dei medici ha spinto la Asl a mettere mano al portafoglio.

“Più volte è stata manifestata da parte dei medici liberi professionisti operanti nei servizi di Pronto soccorso aziendali, l’intenzione di recedere (addirittura dal 1 luglio) dai contratti libero professionali in essere - si legge ancora - in caso di mancato adeguamento del compenso da 40 a 60 euro”. E così ad aprile la Asl ha comunicato alla Regione Lazio la necessità di adeguare le tariffe del compenso orario lordo dei laureati in Medicina e Chirurgia e abilitati all’esercizio della professione, in servizio nei Pronto soccorso aziendali, “per scongiurare fughe verso altre aziende già praticanti condizioni economiche più vantaggiose”.

Infine, dei giorni la notizia che la Asl ha indetto un nuovo avviso pubblico “per l’acquisizione di disponibilità al conferimento” degli incarichi libero professionali per sei mesi, 34 ore settimanali e 60 euro di compenso orario. Proprio quello che hanno preteso i colleghi già impiegati nei reparti di emergenza.

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