Verde, sociale, cultura: tra i capoluoghi italiani Viterbo non brilla, è soltanto 74°

Domenica 21 Ottobre 2018 di Carlo Maria Ponzi
Al primo posto Milano, mentre l'ultima piazza è appannaggio di Agrigento. Viterbo si colloca al 74° posto, preceduta per citare l'immediata concorrenza delle province laziali, esclusa Roma che è 15° da Frosinone (71°) e Rieti (72°), ma ampiamente vittoriosa su Latina che naviga nel fondo della classifica (87°).

I numeri provengono da ICity Rate 2018, il rapporto annuale realizzato da Fpa (società del gruppo Digital360), che ha fotografato la situazione dei 104capoluoghi del Paese nel percorso per diventare smart (ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili) sulla base di 107 indicatori raggruppati in macroaree. Tra le quali il lavoro, la ricerca e innovazione, solidità economica, trasformazione digitale, la sicurezza e legalità, la mobilità sostenibile, il verde urbano. Un percorso che, per quanto riguarda il capoluogo della Tuscia, è punteggiato da scarse luci e tante ombre.

Un risultato positivo Viterbo lo conquista sulle voci Qualità dell'acqua e dell'aria (14° posto); si aggrappa al 29° posto grazie al capitolo Istruzione, che riguarda l'offerta formativa universitaria, accessibilità scolastica, densità istruzione pubblica; alla Partecipazione civica (31°) che attiene a frequentazione elettorale, innovazione sociale, equilibrio di genere nella rappresentanza; ma anche con Sicurezza e legalità (49°) che misura il tasso di episodi di microcriminalità, omicidi, attività di riciclaggio ecc.

Su altre voci, si registrano dati che raccontano la proverbiale aurea mediocritas viterbese. Come il capitolo legato alla Gestione rifiuti urbani (46° posto); la 57° posizione rispetto alla Innovazione e ricerca che incrocia i dati sulla presenza di imprese di alta conoscenza, incidenza di start up e coworking, servizi innovativi; mentre il Consumo del suolo e pianificazione territoriale vale il posto 58. Dopo le esigue luci, un'occhiata ai non pochi ambiti che fanno scivolare il capoluogo nelle viscere della classifica.
Energia (qualità del servizio elettrico e adeguamento patrimonio comunale alle nuove fonti): 92° posto. L'indicatore Mobilità sostenibile (incidenza Ztl, promozione intermodalità e piste ciclabili, bike sharing, incidenza aree pedonali ecc.) colloca la Città dei Papi al 77° posto. Leggermente meglio, si fa per dire, l'indicatore Solidità economica che vale il 73° posto, mentre si scala qualche posizione di classifica, fino al 65° posto, grazie al Lavoro (partecipazione mercato lavoro, diffusione occupazione, incidenza disoccupazione, infortuni, lavoro giovanile ecc.). Ma poi si piomba di nuovo nel fondo, 92° posto, per colpa delle voci raggruppate nell'indicatore Inclusione sociale: sofferenza economica, popolazione a rischio povertà, disagio abitativo, sfratti, emigrazione ospedaliera, assistenza anziani.

Il percorso per conquistare la palma di Smart city per il capoluogo della Tuscia impatta rovinosamente nel finale, nell'ambito Attrattività turistica e culturale, che secondo gli analisti di Fpa non brilla, considerato che l'esito delle varie voci (occupazione e imprenditorialità culturale, turismo non estivo, tasso di arrivi-presenze ecc.) è utile a Viterbo per occupare solo il 79° posto. Che è sempre meglio del pessimo 97° posto relativo al peso degli indicatori sul verde urbano, che misurano l'incidenza degli spazi verdi pubblici nella realtà del territorio amministrato. Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Traffico e sveglie all’alba: cosa non ci manca dell’uscire di casa

di Veronica Cursi