Polpette avvelenate a Norchia, in campo i carabinieri forestali e i cani antiveleno

La forestale a Norchia
di Maria Letizia Riganelli
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Domenica 25 Aprile 2021, 06:05 - Ultimo aggiornamento: 16:32

Polpette avvelenate a Norchia, in campo i carabinieri forestali e i cani antiveleno.
Ieri mattina, per oltre quattro ore, i militari della stazione carabinieri Forestali di Viterbo, insieme al gruppo forestale dell’Abruzzo, hanno battuto i terreni boschivi intorno alla necropoli etrusca. Zone, alcune di proprietà private, dove nei giorni scorsi sono state segnalate diverse anomalie.
In particolare alcuni cittadini hanno denunciato la presenza di polpette avvelenate che avrebbero ucciso diversi cani.
In molti, tra Viterbo e Vetralla, sono soliti passeggiare in quella zona ricca di storia. E spesso sciolgono i loro amici a 4 zampe. 
Tra marzo a e aprile sarebbero morti improvvisamente diversi animali dopo aver ingerito “qualcosa” mentre erano a spasso per Norchia e i loro padroni hanno presentato regolare denuncia. Denunce che hanno spinto i carabinieri forestali a ispezionare l’intera zona, per capire e mettere fine a questo fenomeno. Il sospetto che qualcuno possa aver sparso nella zona delle polpette al veleno per motivi non meglio precisati.
I militari con i cani antiveleno hanno battuto diverse proprietà private nei dintorni della necropoli fino a raggiungere il sito archeologico di Norchia.
Presto per capire se l’ispezione abbia data i suoi frutti. L’indagine, infatti, è ancora in corso e i risultati arriveranno solo tra qualche giorno. Quando saranno state effettuate tutte le analisi sui campioni prelevati in zona.
In Italia i casi di avvelenamento di animali selvatici, o di uccisione con bocconi riempiti di chiodi, ossa appuntite e altri materiali pericolosi, non mancano mai. Secondo quanto riscontrato dal gruppo antiveleno abruzzese sarebbe una pratica illegale che spesso viene fatta da allevatori per proteggere il bestiame, cacciatori per stroncare i loro competitori, tartufai per eliminare i cani della concorrenza, agricoltori per proteggere orti e coltivazioni o “semplici” cittadini non amanti di cani e gatti vaganti. Queste azioni illegali e subdole creano una catena di morte che già in passato ha messo a rischio la sopravvivenza di molte specie. Gli animali avvelenati, infatti, spesso vengono mangiati da altri animali che si avvelenano a loro volta. 
I cani antiveleno sono addestrati per trovare sul terreno le polpette incriminate. Il gruppo abruzzese, uno dei più esperti, sa esattamente cosa fare, quando trova un boccone o una carcassa sospetta avverte il suo conduttore e si siede in attesa della meritata ricompensa.

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