La Muay Thai come stile di vita: Sveva Melillo, viterbese di adozione, si racconta

La Muay Thai come stile di vita: Sveva Melillo, viterbese di adozione si racconta
di Marco Gobattoni
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Giovedì 1 Luglio 2021, 07:40 - Ultimo aggiornamento: 15:07

Quando lo sport diventa stile di vita, quasi una religione, avviene il completamento di quella che più comunemente chiamiamo passione. Sveva Melillo, 26 anni originaria di Acilia, ma stabilitasi a Viterbo da diversi anni ha deciso, contro ogni luogo comune, di avvicinarsi alla cosiddetta “arte delle otto armi”, quella boxe thailandese dove valgono pugni, calci, gomitate e ginocchiate.

La Melillo, nipote della showgirl Angela che ha partecipato all’ultima edizione dell’Isola dei Famosi, quest’arte - o stile di vita come ama chiamarlo lei - sembra averla appresa bene. Su 32 incontri disputati può vantare uno score di 31 vittorie a fronte di una sola sconfitta; due volte campionessa del mondo e diverse volte italiana, quindici giorni fa si è laureata campionessa Federkombat 54 kg.

«La passione per la Muay Thai me l’ha trasmessa mio padre – racconta Melillo – prima avevo praticato diversi sport, ma con questa disciplina è stato amore a prima vista. La boxe thailandese è uno stile di vita, un rituale quotidiano; quasi una religione anche difficile da spiegare. Abbiamo un profondo rispetto per l’avversario e un amore per la vita che manifestiamo attraverso gli allenamenti e i combattimenti».

Il suo nome d’arte sul ring è “Chulamanee”: «Me lo diede una donna thai. Chula è un richiamo al più grande re che la Thailandia abbia mai avuto, mentre Manee significa “luminoso, di valore” come i diamanti».

Il viaggio della Melillo è stato un lungo percorso alla ricerca della pace e di quella spiritualità che la Muay Thai infonde. «Sono partita da Roma e la prima tappa è stata a Ravenna – spiega – cercavo il contesto giusto per me ma l’ho trovato soltanto a Viterbo. I miei due allenatori e maestri Daniele Marinetti e Stefano Di Pietro mi hanno fatto sentire parte di una comunità: a Viterbo ho messo le radici».

Qui insegna anche ai bambini all’interno della palestra Sitviterbo Muay Thai ed esorta i genitori a far scoprire questa disciplina ai più piccoli. «All’inizio anche mia madre aveva paura – sorride Melillo – poi ha capito che questo sport mi rendeva felice e mi ha sostenuto. Molti genitori che accompagnano i figli sono felici, altri un po’ diffidenti ma i bambini che si allenano con noi hanno la luce negli occhi». Sveva è anche una donna che ama la propria femminilità: «Una volta scesa dal ring amo rimarcare il mio modo di essere femmina», sa che attraverso la Muay Thai molte donne, possono avere un’occasione di riscatto di fronte alle ingiustizie che ancora le vedono coinvolte.

«Non parlerei di riscatto, ma di carattere e personalità – dice la campionessa – ognuno di noi quando sale sul ring combatte con un proprio stile. Ecco per le donne la Muay Thai può rappresentare un modo di essere, di manifestare la propria personalità e femminilità senza mai mollare di fronte alle difficoltà».

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