Stupro a Viterbo, valanga di critiche e minacce sugli avvocati. Interviene la Camera penale

Mercoledì 1 Maggio 2019 di Maria Letizia Riganelli
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Gli avvocati dei due militanti di Casapound
“Gli avvocati che li difendono sono peggio di loro”. E ancora: 
“Il loro legale basa la difesa su una menzogna, non è complice?”. Valanga di critiche e minacce sugli avvocati di Viterbo. «Nessuno e per nessuna ragione al mondo può permettersi di minacciare e offendere chi sta semplicemente svolgendo il proprio lavoro».

Il consiglio direttivo della Camera penale “Ettore Mangani Camilli” di Viterbo difende i tre avvocati che, dopo aver accettato di difendere i due militanti di Casapound - arrestati per lesioni e violenza sessuale di gruppo - sono finiti nel mirino dei leoni da testiera su tutti i social network.

«Pur senza sminuire in alcun modo la gravità del fatto accaduto nel capoluogo nei giorni scorsi, prendiamo atto – rileva il consiglio direttivo - di una non condivisibile campagna stampa all’insegna di un giustizialismo estremo, pericolosamente manifestato». Per gli avvocati: «Nessuna giustificazione per gli autori dei fatti che verranno processualmente accertati e certamente sanzionati dalla autorità giudiziaria, ma all’insegna di un garantismo troppe volte “sventolato” a caso, si auspica un esame obiettivo dei fatti riscontrati e delle accertate responsabilità di chi nella vicenda è personalmente coinvolto».

Altra nota dolente le riprese video. «Aver consentito la ripresa diretta dei volti dei ragazzi, peraltro giovanissimi, seppur indagati, all’uscita della questura di Viterbo,
costituisce un evidente invito al “massacro mediatico”, quasi inneggiante alla anticipazione di giudizi finali, lungi dall’essere prevedibili in questa fase.

Il consiglio direttivo della Camera penale di Viterbo, con il presente comunicato - si legge ancora nella nota - intende dar voce ad una esigenza giuridica, morale e sociale di accertamento dei fatti, così come previsto dalla normativa vigente in materia, senza con ciò attenuare in alcun modo l’inviolabile diritto della parte offesa e le legittime aspettative di una giustizia equilibrata da parte di coloro i quali saranno
dichiarati responsabili di un fatto certamente gravissimo, ma che merita ogni necessario approfondimento.
 
«Peraltro - continua il consiglio direttivo -, si è preso atto delle continue e gravissime offese indirizzate ai difensori degli indagati, i quali stanno soltanto svolgendo in modo professionalmente egregio il ruolo di difensori, così come sancito dalla carta costituzionale e dal codice deontologico dell’attività forense: nessuno e per nessuna ragione al mondo può permettersi di minacciare e offendere chi sta semplicemente svolgendo il proprio lavoro anche in una questione molto delicata. Solidarietà assoluta ai colleghi impegnati nella vicenda di cui trattasi, per quanto avvenuto e dichiarato da terze persone al di fuori del contesto procedurale».
 
«In questa ottica – conclude la nota della Camera penale - si consenta a chi ne ha diritto una lettura imparziale dell’accaduto e preveda sanzioni non esemplari e dettate dalla opinione pubblica, ma secondo i rigorosi canoni della legge penale in vigore nel nostro Paese, culla del diritto. Talvolta travolto da necessità di informazione “strillata”». Ultimo aggiornamento: 2 Maggio, 17:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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