“Faccetta nera” durante il consiglio comunale contro le scorie nucleari, nei guai due ragazzini

Digos
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Lunedì 15 Marzo 2021, 19:54 - Ultimo aggiornamento: 20:32

Faccetta nera durante il consiglio comunale di Corchiano contro le scorie nucleari, nei guai due ragazzini.

Nella prima mattina di oggi, personale delle Digos di Torino e Brescia, unitamente a quello dei compartimenti polizia postale Piemonte e Lombardia, hanno dato esecuzione ai decreti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica di Viterbo, a carico di un cittadino rumeno, 40enne, residente nel torinese e di una cittadina italiana, 50enne, di origini kuwaitiane, residente a Brescia. 

L’indagine ha preso avvio il 9 gennaio scorso,  in occasione di una seduta del consiglio comunale di Corchiano, organizzata in forma “aperta” sul web per la “discussione sulla proposta della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per il deposito dei rifiuti radioattivi italiani”, al quale si sono collegati anche rappresentanti delle comunità rurali e del mondo politico.

Nell’occasione alcuni utenti, accedendo con nomi di fantasia, ma anche riconducibili a noti uomini della politica e attrici del mondo dell’hard-core, hanno proferito una serie di improperi e frasi blasfeme, inserendo il motivo musicale di “faccetta nera”.

Offese anche di matrice politica/ideologica, che hanno creato un tale disturbo da costringere l’amministratore di sistema a bloccare il collegamento degli utenti considerati artefici dell’indebita intrusione. A seguito della denuncia proposta dal sindaco di Corchiano, gli uomini della Digos di Viterbo, con il supporto della polizia postale e della direzione centrale della polizia di Prevenzione, hanno avviato una specifica attività di indagine che ha permesso di rintracciare le apparecchiature informatiche dalle quali sono stati effettuati gli accessi abusivi, presso le residente dei due soggetti. 

Le perquisizioni locali e personali, finalizzate all’ispezione informatica, hanno consentito di accertare la responsabilità in capo a due minori, che parzialmente hanno ammesso quanto contestato. I due ragazzi, che avevano agito all’insaputa dei genitori, risultano far parte di gruppi ZoomBombing e Telegram, appositamente strutturati per azioni di disturbo da attuare in occasione di conferenze online. I gruppi erano appunto gestiti dalle due persone per le quali sono scattate le perquisizioni a Torino e Brescia.

I cellulari e computer da cui si sono collegati sulla piattaforma digitale sono stati sequestrati per i più approfonditi accertamenti informatici. I minori saranno segnalati all’autorità giudiziaria competente. 

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