A Viterbo 50mila tonnellate di rifiuti da tutto il Lazio. Ecologia dice basta: «Le altre province si attrezzino»

A Viterbo 50mila tonnellate di rifiuti da tutto il Lazio. Ecologia dice basta: «Le altre province si attrezzino»
di Simone Lupino
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Venerdì 2 Settembre 2022, 05:05 - Ultimo aggiornamento: 21:18

Ecologia Viterbo si prepara a chiudere l'ingresso della discarica di Monterazzano ai rifiuti prodotti nel resto del Lazio. “Non li possiamo più accettare, si rischia di mandare Viterbo in emergenza”, spiega l’amministratore delegato Pierpaolo Lombardi. Nel frattempo dalla Regione è partito un ultimatum alle altre Province: entro il 20 settembre devono comunicare dove intendano realizzare i propri impianti. A metà del mese previsto un incontro tra l’assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani e gli stessi presidenti per delineare una road map.

“Noi – dice Lombardi - avevamo avuto indicazioni da parte della Regione di accettare un certo quantitativo di rifiuti proveniente dalle altre province, questo quantitativo – circa 50mila tonnellate – si sta per esaurire, quindi manca poco alla chiusura dei conferimenti presso la discarica. Interrompendo i flussi, le altre province devono trovare una soluzione”.

C’è una data?

“Dipende dai quantitativi che arrivano. Ora sono un po’ diminuiti perché è stata riaperta  la discarica di Albano, di conseguenza il carico su Viterbo si è alleggerito. Ma il limite delle 50mila tonnellate resta sempre. Penso che possiamo andare avanti ancora per qualche atra settimana, non oltre uno o due mesi”.

A quando risale questo accordo?

“A gennaio di inizio anno. Il quantitativo massimo era stato concordato con la Regione per assicurare innanzitutto il conferimento e la prosecuzione del servizio della provincia alla provincia di Viterbo e Rieti e un aiuto agli Ato deficitari”.

Si potrebbe andare oltre?

“E’ fuori discussione, per quanto ci riguarda. Oltre a questo quantitativo non si può andare perché pregiudicheremmo il normale funzionamento del sistema dei rifiuti nell’ambito della provincia di Viterbo. A quel punto ci troveremmo in una situazione paradossale: noi che abbiamo dato sempre aiuto agli altri territori ci vedremmo costretti a richiedere aiuto alla Regione perché non sapremmo dove portare i nostri rifiuti. Il problema non è nostro e neanche di Viterbo che è una provincia virtuosa nella gestione dei rifiuti. Qui funziona tutto: raccolta differenziata, impiantistica, sistema di compostaggio, impianti per la raccolta multimateriale.  Il problema  è delle altre province, che devono trovare una soluzione per smaltire nei propri territori l’immondizia che producono. Punto”.

La discarica di Viterbo rischia di esaurirsi a breve?

“Ogni discarica prima o poi è destinata a chiudere per esaurimento dello spazio disponibile. Così come siamo messi ora possiamo andare avanti ancora per un paio di anni. E anche oltre, se nel frattempo ad esempio, la quota di raccolta differenziata dovesse aumentare ulteriormente. Altrimenti a ottobre dovremmo rifare i conti. I tempi si accorcerebbero inevitabilmente”.

A proposito di raccolta differenziata, questa estate avete presentato ufficialmente il nuovo impianto di compostaggio in strada Lemme. A quando l’entrata in servizio dell’impianto?

“Abbiamo avuto dei ritardi per alcune forniture, dovremmo partire con le prove di collaudo nel mese di settembre”

Avete già siglato accordi con alcuni Comuni?

“Contratti ancora no, ma ci sono interlocuzioni in atto”.

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