ROMA

Beatrice e Lorenzo, i fidanzati romani fanno il giro del mondo dopo aver venduto tutto: «La libertà non ha prezzo»

Sabato 16 Febbraio 2019 di Raffaele Nappi
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Lorenzo e Beatrice sulla prima vetta, a 5.000 metri d'altezza, in Argentina

«Era il dicembre 2017, eravamo da poco tornati da un viaggio in Perù e ragionavamo sul fatto che 3 settimane di ferie l’anno fossero insufficienti per soddisfare la nostra voglia di viaggiare. Da lì, la proposta, come fosse quella di un matrimonio, ma con un biglietto aereo al posto di un anello». Lorenzo Catini e Beatrice Morisi sono una coppia di fidanzati romani: lui ha 30 anni, lei 29.

Da gennaio hanno lasciato tutto e sono partiti per un viaggio di un anno intorno al mondo: 22 Paesi da attraversare, tra mare montagna, città, deserto, foresta e giungla, raggiungendo le 5 montagne più alte di ciascun continente. «Abbiamo deciso di partire perché amiamo viaggiare. Ma anche perché volevamo fare un investimento sul nostro futuro a Roma».

L'IDEA - Lorenzo e Beatrice hanno pianificato il viaggio con cura. «Ci siamo privati di ogni cosa e abbiamo messo i soldi da parte per più di un anno», raccontano da Salta, nord dell’Argentina, dove si trovano in questo periodo. Oltre ai risparmi il viaggio è finanziato con l’affitto di casa a Roma, una raccolta fondi sul web (che ha totalizzato quasi 4.500 euro) e un piccolo contributo da parte dei genitori. Senza dimenticare macchina e moto, vendute entrambe, che hanno rappresentato «due contributi importanti». Lorenzo è nato e cresciuto a Roma: dopo la triennale in scienze della comunicazione si è specializzato in digital marketing. Beatrice ha studiato marketing e organizzazione eventi a Roma, ha fatto un’esperienza a Londra e per 8 anni ha lavorato come responsabile di risorse umane in un'agenzia di servizi per il turismo nella capitale. Qual è stata la reazione di amici e parenti? «Felici e sorpresi per noi – ricordano – Anzi, qualcuno, addirittura, se lo aspettava».

IL VIAGGIO - L’itinerario è stato studiato seguendo 5 delle 7summits (le montagne più alte per ciascun continente). L’Aconcagua, in Argentina, è la prima vetta: «Dobbiamo dire che sicuramente è stato il momento più faticoso ed emozionante del viaggio. Non siamo salita in vetta ma è stata simbolicamente la prima del viaggio. Ci siamo comunque fermati a Monte Bonete, 5.100 metri di altitudine». Giornata tipo? Da queste parti è impossibile ipotizzarla. «Possiamo descriverne tre: una in cui viaggiamo, visitiamo, esploriamo e filmiamo per il nostro documentario; una in cui siamo a casa (ostello, albergo) e stiamo al computer a gestire tutti i contenuti che pubblichiamo; una giornata tipo in cui facciamo infinite commissioni, come ad esempio quelle necessarie ad organizzare la prossima tappa che ci aspetta». Differenze? Il costo della vita in sud America è inferiore rispetto all’Italia. «Soprattutto in Argentina che in questo periodo sta vivendo una forte crisi – spiegano – La cosa che ci manca di più di Roma è sicuramente Chanel, il nostro cane, un Jack Russell di 11 anni. Un pezzo di famiglia che non c’è».

IL FUTURO - Il budget totale supera i 50.000 euro. La parte più difficile è stata la gestione dei soldi, tra contanti, carte di credito, prelievi e cambi. «Non abbiamo veri sponsor: solo un brand che ci ha fornito l'attrezzatura di abbigliamento con uno sconto e Radio Rock come media partner, con cui facciamo una diretta a settimana con aggiornamenti e racconti dall’altra parte del mondo», spiegano. Il futuro? «Siamo sempre vissuti a Roma e ne non faremmo mai a meno. Nonostante la voglia di viaggiare e di esplorare il mondo, l’intenzione è quella di vivere a Roma dove abbiamo tutti gli amici e la famiglia». Tra 10 anni Lorenzo e Beatrice si immaginano con qualche capello bianco in più, certo, «ma sempre in giro per il mondo, a viaggiare e documentare. Come stiamo facendo ora».

 

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 11:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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