PAPA FRANCESCO

Vaticano, altro scossone: il Papa non rinnova il contratto al capo dell'Authority finanziaria

Lunedì 18 Novembre 2019 di Franca Giansoldati
Renè Brulhart

Città del Vaticano – Di fatto il Papa non ha rinnovato il contratto a  Rene Bruelhart, l'avvocato di Friburgo che in Vaticano, fino a stamattina, era a capo dell'Autorità di informazione finanziaria (Aif). Bruelhart ha riferito a Reuters di essersi dimesso. L'uscita dall'Aif – l'authority finanziaria che lavora in stretto collegamento con Moneyvall - fa seguito alle anomale perquisizioni fatte dalla gendarmeria vaticana a quattro dipendenti in Segreteria di Stato e al vice direttore dell'Aif, Di Ruzza. Un atto senza precedenti negli uffici vaticani, avvenuto lo scorso ottobre in circostanze misteriose e di cui ancora oggi non si conoscono i contorni.

Una operazione talmente poco chiara che il Gruppo Egmont - una rete di 130 paesi che ha fatto accordi reciproci per l'antiriciclaggio - dopo la perquisizione negli uffici della Segreteria di Stato e dell'Aif hanno deciso di sospendere l'Authority vaticana sine die dal circuito interno delle comunicazioni riservate anche se resta ancora un membro di Egmont. La notizia è stata confermata dalla agenzia Associated Press. Al momento l'organismo vaticano sarebbe una specie di «guscio vuoto».

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Papa Francesco sembra abbia «provveduto a designare il successore di Bruelhart» ma il suo nome si conoscerà solo il 26 novembre, alla fine del viaggio papale in Giappone. C'è chi ipotizza che potrebbe essere Mario Draghi, ma non ci sono affatto conferme, solo rumors non confermati. Nel frattempo uno scarno comunicato del Vaticano spiega solo che Brulhart è giunto alla fine del suo mandato ed è stato ringraziato per il servizio reso in questi anni. 

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Il Pontefice avrebbe già individuato una figura di alto profilo professionale e accreditata competenza a livello internazionale da mettere al suo posto ma l'annuncio è stato dilazionato. «In merito all’annunciata designazione del nuovo Presidente dell’AIF - ha spiegato Bruni, direttore della sala stampa - posso precisare che il differimento della effettiva nomina si rende necessario per il rispetto dei precedenti impegni istituzionali dell’interessato e per la definizione di alcune procedure interne alla Santa Sede».

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 Alcuni mesi fa Brulhart era stato al centro di alcuni articoli in Svizzera che lo legavano a un fondo in Malesia finito nell'occhio del ciclone dell'antiriciclaggio. Notizie che erano state smentite dal Vaticano: «René Bruelhart non è accusato o soggetto ad alcun procedimento penale, né direttamente né indirettamente, in Svizzera o in altri Paesi»  aveva precisato il direttore della Sala Stampa vaticana.

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Prima di arrivare in Vaticano Bruelhart era stato per otto anni direttore della Financial Intelligence Unit (Fiu) del Liechtenstein, ed è considerato un esperto nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. 

Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 16:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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