PAPA FRANCESCO

Papa Francesco ai giovani: «Sognate e costruite il futuro, non fatevi catturare dal pensiero unico»

Venerdì 22 Novembre 2019 di Franca Giansoldati
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Bangkok (Thailandia) – L'ultimo giorno in Thailandia Papa Francesco lo spende fino all'ultimo a contatto con la minuscola comunità dei cattolici, con i religiosi, i gesuiti, i vescovi e i leader delle altre religioni. In questa nazione quasi totalmente buddista dove il cristianesimo è penetrato solo nel XVII secolo è d'obbligo pensare al futuro perchè la secolarizzazione avanza per tutti e così ai giovani cattolici passa il testimone. Li sprona a sognare, a non farsi omologare, a rimanere fedeli alle proprie radici e a tenere alta la tradizione missionaria, ricordando loro che sono «eredi di una magnifica storia di evangelizzazione che è stata trasmessa come un tesoro sacro».

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Nella cattedrale dell'Assunzione, realizzata con materiale portato dalla Francia a metà dell'Ottocento, la gente è stipata e altrettanta si è rivversata fuori, nelle strade, sventolando bandierine bianche e gialle, i colori del vaticano. “Con la tendenza crescente a screditare i valori e le culture locali, per imposizione di un modello unico, assistiamo a una tendenza ad 'omogeneizzare' i giovani, a dissolvere le differenze proprie del loro luogo di origine, a trasformarli in soggetti manipolabili fatti in serie". Papa Francesco a tratti appare stanco e forse il fuso si fa sentire, ma sopporta benissimo i ritmi estenuanti e faticosi, comprensivi di continui spostamenti da una parte all'altra della capitale thailandese. Domattina presto riprenderà l'aereo per la seconda parte del viaggio, in Giappone dove a Hiroshima e Nagasaki renderà noto un importante messaggio antinucleare. 

«Il Signore sa che attraverso di voi, giovani, entra il futuro in queste terre e nel mondo, e conta su di con voi per portare avanti la sua missione oggi. Come aveva un disegno per il popolo eletto, così Dio ha un disegno anche per ognuno di voi. Lui è il primo a sognare» ha detto Francesco.

In Thailandia ha gettato altre basi per avviare progetti comuni con le altre religioni. Esattamente come ha già fatto in altri paesi con i musulmani, a Bangkok lo ha fatto concentrando gli sforzi per un lavoro meno sporadico con i buddisti, con i quali desidera mettere in cantiere un cammino comune per la difesa della terra. 

«Tutti noi siamo chiamati non solo a fare attenzione alla voce dei poveri intorno a noi: gli emarginati, gli oppressi, i popoli indigeni e le minoranze religiose, ma anche – ha detto - a non aver paura di generare istanze, come già timidamente iniziano a svilupparsi, dove poterci unire e lavorare insieme. Nel contempo, ci è richiesto di assumerci il dovere di difendere la dignità umana e di rispettare i diritti di coscienza e di libertà religiosa, di creare spazi dove offrire un po’ di aria fresca nella certezza che non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi, al di là di qualsiasi condizionamento psicologico e sociale che venga loro imposto». 

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