Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

«Vi faccio ammazzare, vi uccido nel sonno, vi taglio la gola». Processo a Perugia per le minacce a padre, madre e nonna

La sede del tribunale penale di Perugia
di Enzo Beretta
2 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Luglio 2022, 08:12

«Vi ammazzo – gli urlava – vi faccio ammazzare, vi uccido nel sonno, vi taglio la gola. Guardate che io sono legato alla camorra, vi costringo a buttarvi giù dalla finestra, io sono un pentito, conosco i giudici e quelli non mi fanno niente…». Un giovane di 32 anni è sotto processo davanti al giudice monocratico Sonia Grassi del tribunale penale ndi Perugia con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti del padre, della madre e perfino dell’anziana nonna ultrasettantenne. I fatti risalgono al 2017 quando l’imputato aveva 27 anni. «Dava in escandescenza per futili motivi, spesso era sotto l’effetto di alcol o droga, costringeva i familiari a subire quasi quotidianamente pressioni, minacce di morte e mali ingiusti», racconta il pubblico ministero Kara Pucci della Procura della Repubblica nell’atto attraverso il quale ha richiesto il giudizio immediato per l’imputato. Quest’ultimo, originario di Torre del Greco, all’epoca era stato arrestato per gli stessi fatti per i quali, oggi, si ritrova sotto processo. Secondo la versione accusatoria nel corso del tempo - nella forbice tra marzo e giugno 2017 - non sarebbero mancate «violenze fisiche, schiaffi, calci e pugni» che hanno procurato «ecchimosi e contusioni in varie parti del corpo» dei familiaru. L’imputato, nel corso delle sue frequenti sfuriate, ha anche distrutto alcune suppellettili che trovava in casa, «inducendo nei familiari un crescente stato di sofferenza e di timore per la propria incolumità», al punto da «richiedere l’intervento delle forze dell’ordine». Come, per esempio, quella volta in cui «pretendeva con fare arrogante e aggressivo che la madre gli consegnasse tremila euro o, quanto meno, tutto l’oro che aveva in casa, per poi percuoterla e spintonarla fino a farla cadere a terra» (procurandole una «contusione al sopracciglio sinistro» giudicata guaribile con pochi giorni di prognosi dai sanitari del pronto soccorso). In un’altra circostanza – è sempre il sostituto procuratore Mara Pucci – si è «rivolto con tono aggressivo per futili motivi» contro la nonna, «urlandole che doveva stare zitta perché gli stava dando fastidio mentre mangiava»: quando il padre lo ha ripreso, per tutta risposta, gli ha sferrato uno schiaffo (facendo cadere un tavolino e rompendo altre suppellettili). Intanto l’anziana si era sentita male per lo spavento e si era reso necessario l’intervento dei medici dell’ambulanza. Il processo contro il campano riprenderà il 19 ottobre davanti al tribunale umbro quando verranno sentiti, in qualità di testimoni, i genitori del ragazzo difeso dall’avvocato Eugenio Zaganelli, persone offese nel procedimento che però hanno deciso di non costituirsi parte civile contro il figlio

© RIPRODUZIONE RISERVATA