«La Regione si muova»: intervengono
i parlamentari umbri sulla vertenza Sangemini

Sabato 20 Giugno 2020 di Aurora Provantini

Ancora incerto il futuro degli stabilimenti di Sangemini e Amerino. Sindacati e Rsu si sono incontrati con i parlamentari umbri e i consiglieri regionali, venerdì mattina: un nuovo faccia a faccia per tenere alta l’attenzione sulla vicenda dei due siti industriali, in concordato preventivo come tutto il gruppo Acque Minerali d’Italia. La situazione continua a destare le preoccupazioni dei dipendenti, tornati a scioperare per due ore ad ogni fine turno nella stessa giornata di venerdì 19, per assicurare un presidio davanti alla sede dell’incontro.
Alla riunione erano presenti, oltre al sindaco di San Gemini Luciano Clementella, i deputati Raffaele Nevi (Forza Italia), Barbara Saltamartini (Lega), Walter Verini (Pd), Tiziana Ciprini (M5s),  il consigliere regionale Thomas De Luca (M5setelle), le segreterie di Fai Cisl, Flai Cigl e Uila Uil dell’Umbria, le Rsu. E' stato stilato un documento unitario nel quale si chiede alla proprietà  «la condivisione del piano industriale concordatario, dove si certifichi la centralità e lo sviluppo dei due siti umbri, il mantenimento della totalità delle produzioni e la salvaguardia occupazionale». «Alle istituzioni è stato invece chiesto di arrivare ad un patto per il territorio, per salvaguardare la natura industriale della nostra provincia e nello specifico del comparto agroalimentare delle acque minerali» - spiegano le organizzazioni sindacali. «La salvaguardia di Sangemini e Amerino, per la loro storia di acqua salutistica e termale – continuano le tre sigle  – è imprescindibile e non deve essere messa in discussione. Siamo convinti del ruolo fondamentale, in questa fase, della Regione Umbria, concessionaria delle autorizzazioni sulle estrazioni e commercializzazione dei marchi, confidiamo in tutte le istituzioni per un unico obiettivo, il bene di Sangemini e Amerino portando al tavolo istituzionale la proprietà di Ami per un confronto serio e concreto». Le organizzazioni sindacali ribadiscono «la grande difficoltà in essere a livello commerciale, determinate da una rete vendita inadeguata ed incapace di riacquisire spazi di mercato persi in passato». «Attualmente – concludono – il marchio Sangemini invece di essere trainante per tutto il gruppo, risulta irreperibile quasi ovunque a causa di strategie commerciali inefficaci e goffe. Va creata una rete vendita interna, poiché i nostri marchi portano redditività a tutto il gruppo Ami. Chiediamo di accelerare le tempistiche perché i tempi stringono e vanno create le condizioni di rilancio per assicurare il futuro occupazionale ed economico dei siti umbri».
Per Raffaele Nevi (Fi) «solamente con uno sforzo congiunto tra istituzioni, forze politiche e sindacati, si potranno affrontare i prossimi mesi».  Anche Walter Verini (Pd) insiste sulla necessità che «la Regione dell'Umbria, insieme ai sindacati, si presenti al Mise con idee e proposte chiare per costringere finalmente questa proprietà, fin qui poco affidabile, a presentare al più presto il piano indiustraiale che garantisca continuità prodiuttiva e livelli occupazionali». Per Thomas De Luca (M5s) «è incomprensibile il silenzio della Tesei in merito alla vertenza Sangemini. La Regione in qualità di soggetto a cui fanno capo le concessioni delle acque minerali non può più giocare un ruolo passivo rispetto a questa partita. Servono garanzie per il territorio, serve rispetto per un marchio storico che è un vero e proprio emblema dell’Umbria».
«I livelli produttivi sono infatti ai minimi storici e il mancato rispetto dell’avvio di un confronto territoriale da parte della proprietà – replica De Luca -  costituisce una chiara violazione degli impegni presi al Ministero. Il Mise, attraverso il vicecapo di gabinetto Giorgio Sorial, sta costantemente monitorando la situazione in stretto contatto con il sottoscritto e con l’onorevole Tiziana Ciprini. La Regione deve costruire con urgenza una cabina di regia con i sindaci e le organizzazioni sindacali, facendo sentire unitariamente la voce del territorio».

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