Vertenza Sangemini, due ore di sciopero
e ancora niente piano industriale

Giovedì 18 Giugno 2020 di Aurora Provantini

Sono state indette due ore di sciopero negli stabilimenti di Sangemini e Amerino per domani venerdì 19 giugno.  La preoccupazione per il mantenimento occupazionale dei siti umbri non cala e ancora non è stata creata la task force territoriale promessa da mesi.
La necessità di costituire una cabina di regia regionale, formata da tutte le forze istituzionali e dalle parti sociali, al fine di garantire la tutela dei marchi umbri, l’occupazione sul territorio, l’integrità e la centralità dei due siti, è alla base della protesta.
«Attualmente un marchio come Sangemini, invece di essere trainante per tutti, risulta irreperibile quasi ovunque a causa di strategie commerciali inadeguate. Lavoratrici e lavoratori sono stufi di pagare per gli errori e il pressappochismo dirigenziale».
Non si conosce il piano concordatario di Acque Minerali d’Italia e non si capisce se la centralità dei siti e dei marchi storici dell’Umbria verrà garantita.  Domani ci sarà un nuovo incontro a San Gemini, presso la sala multimediale di Santa Maria Maddalena, tra le organizzazioni sindacali, le Rsu, i lavoratori e i parlamentari umbri, «che dovrà portare a qualcosa di concreto» - scrivono in una nota le Rsu di stabilimento.   
«La rete di vendite non è efficiente tanto che  lavoriamo solo per la grande distribuzione –  si segnala in una nota – perché la linea vetro non è mai stata installata, è rimasta solo su carta,  e non ci si può rivolgere al comparto Horeca (ristorazione, ndr)».  «Al tavolo del Mise la Regione Veneto ha dato la propria disponibilità a stanziare fondi a fronte del mantenimento occupazionale da parte della proprietà - replicano le Rsu -  mentre la Regione dell’Umbria non ha ancora preso iniziative, sebbene l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni abbia dato ampia disponibilità ad un confronto costruttivo».
Le maestranze sono stanche delle solite promesse fatte dall’azienda e mai mantenute. «Perciò chiediamo alla politica, alle istituzioni locali, alle organizzazioni sindacali, una unità d’intenti, con il coinvolgimento vero della Regione, e la costituzione di una task force per la vertenza Sangemini».
«Ribadiamo la necessità in primis che venga rispettato l'accordo siglato nel 2018 – segnalano le Rsu –  e non siamo disposti ad assistere ad imbrogli, perciò  vogliamo che venga svelato il piano di ristrutturazione entro giugno, prima che sia presentato presso il tribunale di Milano, altrimenti prederemo posizioni forti». Si parla di azioni legali che potrebbero coinvolgere la «Procura della Repubblica e i vari organi esecutivi dello Stato». 

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