Giro di usura, alle vittime
portavano via la casa
condannata coppia ternana

Giro di usura, alle vittime portavano via la casa condannata coppia ternana
di Nicoletta Gigli
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Lunedì 5 Luglio 2021, 09:32

TERNI I due casi di usura vennero alla luce più di dieci anni fa. Quando la guardia di finanza eseguì, a febbraio 2011, due ordinanze di custodia cautelare in carcere chieste dal sostituto procuratore, Elisabetta Massini, e firmate dal gip, Pierluigi Panariello, a carico del commercialista ternano Emilio Landi e di Cristina Fausti, all’epoca titolare di un’agenzia immobiliare del centro. Per l’accusa i due avevano cercato di acquistare due appartamenti di proprietà di altrettante donne ternane che stavano combattendo con grosse difficoltà economiche. Nelle carte messe insieme dagli investigatori delle fiamme gialle emerse che le due vittime avevano poi sottoscritto scritture private che le impegnavano a riacquistare le stesse case a cifre molto superiori a quelle della vendita. Il processo si è chiuso martedì con due condanne. Il tribunale presieduto da Rosanna Ianniello ha condannato Emilio Landi a 3 anni e sei mesi di reclusione e Cristina Fausti a 2 anni e 4 mesi. Le due vittime, assistite dagli avvocati Manlio Morcella e Valerio Provaroni, all’epoca si costituirono parte civile nel processo. Durante la penultima udienza però, anche grazie all’ausilio del pm, Matthias Viggiano e del tribunale collegiale, è stato raggiunto un accordo per tutelare i diritti delle due vittime, con soddisfazione delle parti civili. Che hanno riavuto indietro gli immobili di loro proprietà revocando così la costituzione di parte civile. A difendere i due imputati gli avvocati Francesco Falcinelli del foro di Perugia e Andrea Moroni. “Sicuramente interporremo appello ma aspetto con curiosità di leggere le motivazioni della sentenza - dice Moroni, legale di Cristina Fausti. La mia assistita - aggiunge - si dichiara completamente estranea alla vicenda”. Dalla delicata e complessa indagine delle fiamme gialle emerse che le operazioni di compravendita immobiliare, risalenti agli anni 2009 e 2010, non si erano ancora concretizzate in quanto erano in una fase intermedia. Le indagini della guardia di finanza, coordinata dal pm, Massini, partirono dopo la denuncia delle due vittime, due professioniste ternane. E portarono alla luce un giro di usura legato alla compravendita sospetta di appartamenti. 
Dopo mesi di intercettazioni e una ricca documentazione messa insieme dagli investigatori emerse un quadro a tinte fosche. Portando alla luce transazioni di immobili apparentemente regolari ma che, per l’accusa, avrebbero celato strumenti di ricatto per chiedere alle vittime tassi di interesse importanti sulle cifre prestate per gli acquisti. Nella carte un appartamento acquistato dopo che la vittima aveva firmato una scrittura privata per una proposta di riacquisto della casa che era di sua proprietà. Con la cifra iniziale pattuita che, col passare dei mesi, era praticamente raddoppiata.
La vittima, che all’inizio era convinta di aver trovato la via d’uscita dalla crisi economica grazie ai suoi “benefattori”, consigliò ad un’amica di seguire la sua stessa strada. E anche lei finì nel tunnel. Il blitz delle fiamme gialle e gli arresti arrivarono prima che le vittime versassero gli interi importi richiesti.

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