Boccardo a preti e catechisti no vax: «Astenetevi dal servizio»

Boccardo a preti e catechisti no vax: «Astenetevi dal servizio»
di Ilaria Bosi
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Martedì 28 Settembre 2021, 12:27

SPOLETO - Preti non vaccinati? Dovranno astenersi dal proprio servizio fino alla fine della pandemia. È un invito pacato ma deciso, quello che monsignor Renato Boccardo, presidente dei vescovi umbri, ha rivolto a sacerdoti, catechisti, ministri straordinari dell’Eucarestia, volontari Caritas e membri dei gruppi liturgici e dei cori parrocchiali che operano nell’archidiocesi di Spoleto e Norcia. Partendo dalle parole di Papa Francesco, che ha definito il vaccino contro il Covid come «un atto d’amore», nella lettera inviata nei giorni scorsi ai sacerdoti, il presule ha innanzitutto riportato alcuni passaggi della missiva che l’8 settembre scorso la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha inviato a tutti i vescovi per l’inizio dell’anno pastorale e ad essa ha aggiunto quella che viene definita una indicazione pratica: «La normativa civile attuale – premette monsignor Boccardo - non prevede l’obbligo vaccinale. Tuttavia, per una giusta misura di prudenza e responsabilità, quegli operatori pastorali (catechisti, ministri straordinari dell’Eucaristia, volontari Caritas, membri dei gruppi liturgici e dei cori parrocchiali, …) che non abbiano ricevuto o non intendano ricevere almeno la prima dose del vaccino, si astengano dal proprio servizio fino a quando la pandemia non sarà debellata». Prima ancora, il presule aveva evidenziato come, «nella cura della relazione pastorale non deve mai mancare l’attenzione massima alle persone che s’incontrano e che s’intende servire come operatori. Tale attenzione diventa gesto di amore anche attraverso la scelta di vaccinarsi. Papa Francesco ha ricordato ancora recentemente che vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto di amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto di amore. Amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli. L’appello del Papa – ha scritto l’arcivescovo ai sacerdoti - interpella le coscienze di tutti e, soprattutto, di chi è impegnato nell’azione pastorale. Siamo dunque chiamati a rispondere per primi ad un atto di amore per noi stessi e per le comunità che ci sono affidate. Facciamolo come atto di risposta al mandato del Signore di servirci gli uni gli altri, come lui si è fatto nostro servo; come segno di accoglienza del suo invito a prenderci cura gli uni degli altri, come lui si è preso cura di noi».

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