CORONAVIRUS

Terni, in palestra torna la metà degli iscritti: molti puntano alle lezioni all'aperto

Sabato 13 Giugno 2020 di Aurora Provantini

Hanno riaperto nel periodo di bassa stagione, dopo tre mesi di fermo e con un afflusso di iscritti che non sfiora il 50 per cento rispetto agli anni passati. A Terni la maggior parte delle palestre alzano le saracinesche il 3 giugno, poche il 25 maggio. «Un grande sforzo organizzativo ed economico per offrire il miglior servizio, nelle condizioni attuali, alle persone che vogliono riprendere ad allenarsi, e per andare incontro ai nostri collaboratori dello sport, che vivono di questo lavoro».
Diego Cipiccia, direttore della Tonic, spiega che la scelta di riaprire subito (il 25 maggio, ndr) è stata dettata sia dalla voglia di premiare chi, in possesso di abbonamenti, ha atteso il via libera della Regione per riprendere a sudare, sia dalla necessità di garantire l'occupazione a chi è impiegato nel settore.
«Per noi questo è il periodo di bassa stagione - spiega Cipiccia con entrate che normalmente non coprono le uscite. Sarebbe però impensabile far perdere altri tre mesi di stipendio ai personal trainer, rinviando tutto a settembre». «La prima settimana l'affluenza è stata del 20 per cento, adesso è del 40 - dice Cipiccia - a questo scenario si vanno ad aggiungere i costi per le nuove modalità di accesso, davvero onerose sia dal punto di vista economico che organizzativo, perché oltre alla postazione di ingresso per la compilazione dell'autocertificazione (in cui si dichiara di non essere positivi al Covid-19) e la rilevazione della temperatura, c'è la parte di controllo che abbiamo affidato a personale dedicato». Al chiuso le mascherine devono essere indossate anche quando si passa da un macchinario ad un altro, e tolte solo quando si fa esercizio fisico. Una miriade di regole che non vanno solo indicate, ma anche garantite. «Nessuno ci ha chiesto il rimborso degli abbonamenti e anche per questo ci siamo sentiti in dovere di riaprire a inizio giugno, in totale sicurezza».
Maurizio Frasconi, direttore generale di Stadium, con 2.800 abbonati (oltre ai bambini del nuoto) e 90 collaboratori dello sport, ci tiene ad usare la parola sicurezza. «Tra mille difficoltà e nuove spese, abbiamo spostato tutte le attività all'esterno tenendo chiusi sia gli spogliatoi che le docce. Siamo rigidi, ma credo che in questa fase la prudenza non sia mai troppa».
Stadium si trasforma in un Green Park garantendo la prosecuzione di tutti i corsi ai quali ci si deve prima prenotare. «Sanificare continuamente 25 mila metri quadrati è costoso, come vigilare sul comportamento delle persone» dice Frasconi. Giovanni Scordo, presidente del Clt, parla di riorganizzazione estremamente impegnativa. «Noi siamo ripartiti il 3 giugno, con molte delle 11 discipline sportive. Via libera da subito al padel e al tennis, mentre per i corsi di yoga, pilates, fitness e corpo libero, si dovrà attendere la prossima settimana, come per i corsi di ginnastica artistica nella palestra La Forgia di via Rosselli». «E' stato un lavoro importante spiega Scordo - che ha visto lo sforzo di tutti i collaboratori del Clt per riprendere le attività consentite, garantendo la salute e la sicurezza degli utenti. Abbiamo riorganizzato un po' tutto il parco consentendo lezioni Sky fitness e creando una vera e propria palestra a cielo aperto, approfittato di quegli spazi che erano del calcio a 5 e del volley, per i quali il semaforo è ancora rosso, per allestire nuove zone con attrezzature che prima erano all'interno della palestra, con un'area outdoor delimitata». Gli ingressi del Clt saranno due e ben distinti, uno adiacente alla piscina dove dal 15 giugno entreranno i bambini per i campus estivi, l'altro in via Muratori con la postazione per la rilevazione della temperatura, la raccolta dell'autocertificazione e tutte le altre procedure di rito. Altrettanto impegnativa è stata la ripartenza per Maurizio Sciarrini, presidente del San Valentino Sporting Club. «Abbiamo aperto con tante difficoltà - dichiara Sciarrini - perché mettere in sicurezza 30 mila metri quadrati non è stato semplice, tra sanificazione, postazioni con gel igienizzante lungo i percorsi e cartellonistica. Una gestione che coinvolge tanti collaboratori in più e va ad incidere sul bilancio. Nonostante l'invio di richieste di finanziamenti a Regione e Istituto per il credito sportivo, ad oggi non abbiamo ricevuto risposte, e questo è grave». Riaprono anche le palestre più piccole come quella di Paolo Marinangeli: «Ho cominciato il 3 giugno soltanto con le lezioni singole e dalla prossima settimana riprenderanno i corsi di spin bike, tonificazione e posturale». «Tutte le procedure di ingresso con la conservazione dei dati per 14 giorni, le continue sanificazioni, le prenotazioni, il distanziamento aggiunge Marinangeli - richiedono un lavoro organizzativo e di controllo considerevole, che in questa fase nuova va garantito per la tutela della salute pubblica».

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