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Terni, Una joelette per Valeria, che dopo l'incidente torna in montagna. Il regalo arriva da Torino

Terni, Una joelette per Valeria, che dopo l'incidente torna in montagna. Il regalo arriva da Torino
di Nicoletta Gigli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 21 Luglio 2022, 00:24 - Ultimo aggiornamento: 19:39

TERNI - «Valeria, la vuoi una joelette?»

Valeria Masala, 55 anni, che nell’incidente in moto del 30 luglio 2019, costato la vita al compagno Paolo, ha perso una gamba e un braccio, pensa di aver capito male.

E’ in videocall con Danilo Fornasieri, torinese, istruttore nazionale di trekking, che sta combattendo contro un’ingiustizia che ritiene di aver subito.

Li ha messi in contatto l’atleta paralimpico, Moreno Pesce, del Team3gambe, che un mese e mezzo fa ha permesso a Valeria di partecipare al Dolomiti Extreme Trail. Con risultati a dir poco lusinghieri.

La domanda di Danilo lascia Valeria spiazzata ma quello che sta sentendo al telefono è tutto vero. Questa mattina Danilo, ad Arquata del Tronto, le consegnerà la tanto attesa joelette per poter raggiungere agevolmente le montagne.

L’annuncio Danilo lo dà sui social dopo l’impresa che in questi giorni l’ha visto protagonista: «Oggi ore 8 e 45 Gran Paradiso 4.061 metri conquistato. Non è stata banale. Quest’anno - dice Danilo - la situazione ghiacciai è critica e le salite sono tutt'altro che facili. Ora porto a termine il progetto donando una joelette a Valeria Masala e all’associazione VERA e sono molto contento. Sostenetemi, perché le ingiustizie non possono farla franca» dice. Facendo capire che alla base di questa scalata e del desiderio di aiutare gli altri ci sono serie vicissitudini personali che non vuole svelare.

L’evento, che ha chiamato “un 4000 per la giustizia”, l’ha portato in cima al Gran Paradiso per dare un forte segnale del suo messaggio e approfittare per fare del bene.

«E’ incredibile quello che sta accadendo - dice Valeria. Tutto sempre per caso e tutto sempre così bello. Danilo è una delle persone che mi hanno fatto ricredere sulla genuinità dell’umanità».

E’ bastata una telefonata per permettere a Valeria di coronare un sogno, quello di tornare a fare trekking nonostante gli ostacoli che, grazie al grande cuore, possono essere superati senza grosse difficoltà.

«Quando con Danilo ci siamo sentiti lui mi ha raccontato la sua storia ed io quella di VERA, spiegandogli le nostre intenzioni. Lui ha sposato il nostro progetto, ha subito ordinato una joelette e questa mattina ce la consegnerà al Rifugio Mezzi Litri.  “VERA, un’idea di cammino” avrà così una propria joelette e potrà davvero iniziare ad essere operativa per accompagnare chi ne avesse bisogno in qualche posto impervio e per organizzare corsi di formazione in modo che sempre più gente sia in grado di affrontare percorsi solo all’apparenza irraggiungibili per chi deve convivere con la disabilità».

Con VERA è nata la rete di volontari che punta tutto sull’inclusione. E che rende concreto quel sogno che Valeria cullava mentre, dopo il terribile incidente, guardava le foto di quelle vette che sembravano negate a quelli come lei.

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