Confindustria Terni, è Riccardo Morelli
il nuovo presidente : «Formazione,
innovazione e sostenibilità
saranno le nostre linee guida»

Giovedì 24 Settembre 2020
Riccardo Morelli

TERNI Sarà l’imprenditore Riccardo Morelli, dell’azienda Morelli Logistica e Servizi, a guidare la Sezione di Terni di Confindustria Umbria per il biennio 2020-2022. Lo ha deciso l’Assemblea dei soci della Sezione che si è riunita all’Hotel Gardena Terni per il rinnovo delle cariche associative. Insieme al presidente sono stati eletti il Vicepresidente Giuseppe Cioffi (Tarkett) e il Consiglio Direttivo. A fare gli onori di casa è stato il Presidente uscente Giammarco Urbani (Urbani Tartufi), giunto al termine del suo secondo mandato alla guida della Sezione di Terni, che conta oltre 200 imprese con circa 14 mila dipendenti. «Formazione, innovazione e sostenibilità – ha evidenziato il neo Presidente Riccardo Morelli – saranno le linee guida imprescindibili su cui si muoverà l’azione del nuovo Consiglio Direttivo, in continuità con quanto fatto da chi ci ha preceduto. Sicuramente lavoreremo uniti per riaffermare la centralità dell’impresa sul nostro territorio. L’industria è il motore dello sviluppo, che contribuisce all’occupazione e al benessere della comunità. Ci impegneremo molto sulla formazione manageriale nelle nostre aziende e intensificheremo la collaborazione con il mondo della scuola per valorizzarele giovani generazioni. Il progetto Urban Re-Generation rimarrà centrale nella nostra attività, per arrivare alla costituzione del primo Distretto italiano della sostenibilità».
Nel ripercorrere le attività della Sezione, Giammarco Urbani ha ringraziato i componenti del Consiglio Direttivo uscente e la struttura tecnica di Confindustria Umbria: «Il lavoro svolto dalla Sezione in questi anni - ha sottolineato Urbani – ha cercato di guardare al futuro. I tre grandi progetti a cui ci siamo dedicati, area di crisi complessa, Urban Re-Generation e Polo chimico, hanno come filo conduttore proprio quello di prepararci al domani. La sostenibilità ambientale,energetica, sociale ed economica è stata prescelta come paradigma per lo sviluppo del nostro territorio. Ma se non è difficile immaginare che le parole chiave per il futuro siano sostenibilità, innovazione, digitale e cultura, non è altrettanto semplice costruire su di esse l’inversione di tendenza dell’economia locale. Nonostante la situazione complessiva sia difficile, esiste un arcipelago di eccellenze industriali, cluster produttivi, gruppi di ricerca scientifica, espressioni culturali e centri tecnologici chesono il perno su cui far leva per invertire la rotta. La rivoluzione digitale, in tal senso, può essere un alleato importante. Siamo in un momento in cui si assumeranno scelte decisive per il futuro. In questi anni abbiamo interpretato il nostro ruolo come tessitori dell’ecosistema, in una logica non autoreferenziale, ma con grande apertura al contesto esterno». Alla parte pubblica dell’assemblea sono intervenuti il presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Fioroni e il Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella. «L’economia è fatta dalle imprese, dagli imprenditori, dai manager - ha detto Alunni - A Terni abbiamo un ecosistema unico, dobbiamo esserne consapevoli e orgogliosi. Viviamo un momento complicato, sia dal punto di vista sanitario che per l’economia, colpita in modo forte dalla pandemia. Ma questo è anche un momento di grandi opportunità, avremo tra poco risorse importanti». O
«Con l’area di crisi complessa – ha osservato il Sottosegretario Manzella – alcuni progetti hanno già cominciato a produrre i loro effetti. Dobbiamo guardare avanti, in particolare alle risorse del Next Generation EU, che hanno proprio come riferimento sostenibilità e tecnologia. Questo territorio ha da un lato unatradizione industriale, dall’altro un legame con università ed economia circolare. Dobbiamo creare una rete e scommettere su un progetto per l’Umbria perché tecnologia, digitalizzazione e sostenibilità sono anche le parole d’ordine dell’Europa». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA