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La Ternana saluta il primo gol da professionista di Rovaglia: "Lo aspettavo, ma devo ancora migliorare, in questa squadra si impara molto"

La Ternana saluta il primo gol da professionista di Rovaglia: "Lo aspettavo, ma devo ancora migliorare, in questa squadra si impara molto"
di Paolo Grassi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 10 Agosto 2022, 00:23

Per Pietro Rovaglia, è arrivato il gol che aspettava più di ogni cosa. Almeno, oggi è così. Perché quando si è giovani, si procede per step. E lui, a 21 anni, è anche molto umile. Essere nella Ternana gli serve soprattutto a crescere e imparare ancora molto. «Una gioia, una liberazione», dice il giovane attaccante, al suo esordio in rossoverde in una gara ufficiale, a Ferrara con la Cremonese in Coppa Italia. Perché quel gol è il primo da professionista. «Per un attaccante, è sempre importante, il gol. Soprattutto se tarda ad arrivare dopo che si è usciti dai settori giovanili. Quando arriva, è come se ci si fosse tolti un peso». Segnato di testa, nonostante il turbante applicato dopo lo scontro con il difensore della Cremonese Chiriches. «Ora sto bene, era solo un taglietto. Giocare col turbante? No, no è fastidioso. Mi ha pure portato fortuna, visto?». Rovaglia, veronese, ha mosso i primi passi nel Chievo. La Ternana lo prese un anno fa, dopo la cancellazione del club clivense. Lo mandò in prestito alla Fermana, ma non fu una parentesi felicissima. Ragion per cui a gennaio la società rossoverde lo ha riportato a Terni. Cinque mesi di allenamento con gli altri, senza mai giocare ma respirando aria di spogliatoio di prima squadra. E anche quello, ti fa crescere. Lunedì 8 agosto sono arrivati l'esordio e il primo gol. Ma a lui dispiace che la Ternana abbia perso. «Sono contento a metà. Perché la squadra non è riuscita ad andare avanti. Ma c'è stata la prestazione. Dobbiamo ripartire da quella e lavorare molto». Lavoro, lavoro e lavoro. Rovaglia si impegna giorno dopo giorno. «Sono sempre stato un ragazzo tranquillo. Prediligo lavoro e silenzio e voglio che questo gol fatto sia un un punto di partenza per migliorare ancora». Dice di trovarsi bene, da attaccante, in questa Ternana votata all'attacco. Anche per il calibro dei compagni, gente che si chiama Alfredo Donnarumma, Stefano Pettinari, Anthony Partipilo, Cesar Falletti, Jonathan Alexis Ferrante. «Ci sono davanti giocatori di qualità, oltre che di grande esperienza, che amano giocare il pallone e creano spesso potenziali azioni da gol. Non a caso, l'anno scorso era uno dei migliori attacchi». Racconta di avere con i compagni un bel rapporto. «C'è uno spogliatoio unito, fatto di persone semplici e serie. Io, essendo uno dei più giovani, ricevo tanti consigli dagli attaccanti più esperti». E poi, cosa c'è di meglio di ritrovarsi allenato da uno che da calciatore è stato un grande attaccante? Cristiano Lucarelli, tra l'altro, ha sempre avuto parole di elogio per questo ragazzo. «Ho percepito stima da tutti. Ed io, dal primo giorno di ritiro, ho sempre dato il massimo. Voglio continuare a farlo per restare qui e farmi trovare pronto se dovessero chiamarmi in causa». Ma questo gol, lo dedichiamo a qualcuno? «A tutti coloro che mi sono stati vicino. Famiglia, fidanzata, agenti. Gli affetti in generale».

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