Inchiesta sul gratuito patrocinio:
indagati quattro avvocati di Perugia

Giovedì 14 Novembre 2019 di Enzo Beretta
La Procura di Perugia ha avanzato, per la seconda volta, richiesta di proroga delle indagini preliminari nei confronti di quattro avvocati perugini coinvolti in un’inchiesta sulle istanze al gratuito patrocinio. Truffa e falso sono i titoli di reato contestati a vario titolo, indicati a fianco dei nomi dei professionisti - tutti iscritti all’albo degli avvocati di Perugia - ma non è chiaro quale ipotesi venga contestata a chi. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Mario Formisano, ha mosso i primi passi in seguito alla segnalazione da parte di un uomo coinvolto in un procedimento che ha disconosciuto la sua firma da un’istanza riguardante il riconoscimento dell’assistenza legale gratuita.

Nel corso degli accertamenti la guardia di finanza non ha svolto perquisizioni, sequestri o misure cautelari. Non ci sono stati atti invasivi, dunque. Gli accertamenti delle fiamme gialle si stanno concentrando sulla raccolta di alcune dichiarazioni - in questo caso le parole dei soggetti coinvolti vanno prese con le molle - ma anche sull’autenticità delle firme in calce ad alcuni documenti. Firme che, chiaramente, devono essere dei clienti interessati a farsi difendere con le spese a carico dello Stato. Due, dicevamo, le richieste di proroga, l’ultima della quale depositata nelle cancellerie del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia quest’estate. Al termine degli accertamenti, quindi dopo aver ricevuto l’informativa finale dagli uffici del Comando provinciale della guardia di finanza, la magistratura inquirente valuterà quale linea seguire: procedere con la chiusura delle indagini, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio, oppure inoltrare una richiesta di archiviazione.

Cos’è il gratuito patrocinio e chi ne ha diritto? In pochissime parole il gratuito patrocinio è l’avvocato gratis a spese dello Stato per coloro che hanno un reddito basso. Consiste, perciò, nel riconoscimento dell'assistenza legale, gratuita, a carico dello Stato, a favore delle persone non abbienti che decidono di promuovere un giudizio oppure che si ritrovano a doversi difendere davanti al giudice. Il loro reddito annuo non deve superare gli 11.369,24 euro (l’informazione è tratta dal sito diritto.it). Col gratuito patrocinio, diversamente da quanto avviene per la difesa d’ufficio che è sempre garantita a ciascun soggetto, indipendentemente dal reddito, è lo stesso cittadino ammesso al beneficio a scegliere il proprio avvocato tra gli iscritti in specifici elenchi. Diversamente il difensore d’ufficio viene nominato dal giudice o dal pubblico ministero sulla base di un elenco di difensori, le cui spese sono a carico dell’imputato salvo che sussistano i requisiti per l’ammissione al patrocinio a carico dello Stato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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