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Boris Johnson, viaggio segreto in Umbria mentre nella Gran Bretagna è sempre più emergenza il Covid

Boris Johnson
di Michele Milletti e Egle Priolo
3 Minuti di Lettura
Domenica 20 Settembre 2020, 23:54 - Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 21:37

PERUGIA - Un viaggio segretissimo, avvolto nel mistero, su cui Downing Street fa catenaccio. Protagonista il premier inglese Boris Johnson e i suoi quattro giorni in Umbria super segreti, con scalo all'aeroporto San Francesco d'Assisi di Perugia. Un giallo cominciato con una nota ufficiale dell'aeroporto in cui, commentando la visita lampo del fuoriclasse del Barcellona Luis Suarez per sostenere l'esame di lingua italiana all'Università per Stranieri di Perugia, si sostiene che «in questi giorni si sono avvicendati tanti nomi e tante personalità del mondo politico, sportivo ed economico. Dal patron di Prada Patrizio Bertelli al premier inglese Boris Johnson, preceduto da Tony Blair (ex premier UK). L'Umbria ed il nostro scalo sono al centro del mondo in questo scorcio di fine stagione, con sempre più personalità che scelgono il San Francesco d'Assisi grazie alla sua posizione strategica al centro dell'Italia, alla rapidità di collegamento ed al servizio sempre puntuale ed efficiente che lo scalo è in grado di garantire».

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I DETTAGLI
Tutto molto bello. Se non fosse che, come rende noto Umbria24.it, Downing Street ha seccamente smentito il viaggio italiano del primo ministro inglese. Un blitz per il battesimo del figlio Wilfred, come invece apprende Il Messaggero, con Johnson e famiglia che proprio nei giorni in cui ripartiva l'emergenza Covid nel Regno Unito volavano da Londra a Perugia: il primo ministro si è dunque trattenuto in Umbria dall'11 al 14 settembre, con il battesimo previsto il 12.

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A ospitarli un caro amico: tutti gli indizi portano a Evgeny Lebedev, magnate russo proprietario del castello di Procopio (nella zona di Monte Tezio) e che già in passato ha accolto Johnson. Fonti istituzionali raccontano al Messaggero come, per motivi personali, il premier britannico ami molto l'Umbria tanto da essere rimasto colpito, in questo ultimo viaggio, dalla ripresa del turismo dopo la crisi dovuta alla pandemia. Come annunciato dalla società che gestisce l'aeroporto di Perugia, la Sase, pochi giorni prima era atterrato anche Tony Blair, che aveva seguito il passaparola di alcuni amici della “high society” inglese che si erano rifugiati in Umbria per un lungo periodo estivo lontano da rischi.

Viaggi di cui è stata data notizia con giorni di ritardo, per ovvie questioni di riservatezza e sicurezza, visto il calibro dei personaggi.
 

 

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