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Bernardini, il ladro di romanzi di Amelia: «Volevo rubare le idee dei più bravi per fare il mio capolavoro»

Bernardini, il ladro di romanzi di Amelia: «Volevo rubare le idee dei più bravi per fare il mio capolavoro»
di Vanna Ugolini
4 Minuti di Lettura
Sabato 8 Gennaio 2022, 06:20 - Ultimo aggiornamento: 20:55

AMELIA La notifica dell’arresto portava il timbro dell’Fbi ed è stata più che una doccia gelata per i genitori di Filippo Bernardini, 29 anni, dipendente della prestigiosa casa editrice Simon & Schuster Books nella sede di Londra con il ruolo di Foreign Rights Coordinator, cioè di chi si occupa della compravendita dei diritti esteri. Come è stato difficile credere sia per i genitori, il padre Piero medico e politico, la madre Mara, sia per tutta Amelia che il ladro internazionale di manoscritti inediti, quelli che fanno la fortuna degli scrittori, braccato da cinque anni dall’intelligence americana fosse un giovane amerino che fino a una decina di anni fa studiava al liceo e che era un ragazzo “introverso ma creativo”. «Un tipo geniale e irrequieto», lo descrive la sua migliore amica di quei tempi, che non accetta la pubblicazione del nome. Tra gli amici c’è anche chi sostiene che Filippo facesse lo scrittore fin da ragazzo, pubblicando con una sorta di pseudonimo, Filippo B., e che un libro che raccontava la storia di un quattordicenne oppresso dai bulli fosse in gran parte autobiografico. Ma lui non ha mai confermato, anzi, ad una ragazza di Amelia che gli aveva chiesto un autografo, aveva risposto: “Non so di cosa tu stia parlando”. Dopo il libro e gli anni di liceo Filippo Bernardini se n’è andato da Amelia e ha fatto l’università al nord, Lingue, con brillantissimi risultati. Di lui, ad Amelia, si è sentito parlare poco. Fino all’altro ieri quando il suo nome è andato a finire sui giornali di tutto il mondo. Sarebbe lui il ladro di romanzi, lui che ha ingannato premi Pulitzer e scrittori internazionali di mezzo mondo, facendosi inviare, con l’inganno, i loro manoscritti prima che fossero pubblicati.
Per farne cosa? Un mistero. Non risulta che li rivendesse nemmeno nel dark web nè che li rilasciasse in rete nè che ne chiedesse un riscatto. I pubblici ministeri avrebbero affermato, secondo la stampa americana, che Bernardini, che ammette di essere “ossessionato dalla parola scritta”, ha cercato, ma non è riuscito, di usare le loro idee per creare il proprio capolavoro.
Questa, almeno, è la prima versione fornita dall’Fbi che ha arrestato il giovane appena è sceso dall’aereo a New York. 
Al momento dell’arresto Bernardini, non avendo un avvocato non ha detto nulla. Il padre, Piero, che era candidato sindaco Pd alle ultime elezioni senza riuscire a diventare primo cittadino, è volato a New York. La madre, invece, dopo aver fatto una serie di telefonate alle persone più vicine, ha staccato il telefono e si è chiusa in casa. Ne sapremo di più nelle prossime ore. 
Secondo alcuni giornali americani Filippo Bernardini, si sarebbe dichiarato colpevole di frode telematica e accuse di furto di identità aggravato dalla corte federale di Manhattan ma non colpevole di furto di manoscritti e sarebbe stato rimesso in libertà dietro una cauzione di 300mila dollari, ospite nell’appartamento di una amica e con un braccialetto elettronico.
Intanto la casa editrice per cui lavorava l’ha sospeso. Il mondo dell’editoria, stando alle dichiarazioni apparse sui giornali di mezzo mondo, tira un sospiro di sollievo. Il fatto che gli autori più prestigiosi delle più grandi case editrici del mondo non sapessero che fine aveva fatto una copia del loro manoscritto prima della pubblicazione, aveva creato una situazione di tensione nel mondo dell’editoria internazionale, comprese alcune case editrici italiane. Esattamente un anno fa la minaccia era trapelata sino ai media e lo scrittore Donato Carrisi aveva dichiarato al Messaggero: «Un giorno ho ricevuto una mail apparentemente innocua, tramite la quale una redattrice mi chiedeva una copia del manoscritto. Ma al momento di inviarlo, mi sono insospettito. Per fortuna. Era una mail falsa».
Ne sapremo di più nelle prossime ore. Intanto il giallo internazionale resta aperto. E parte da Amelia.

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