Catturato il ladro di bestseller inediti, chi è Filippo Bernardini: l'italiano che ha rubato opere degli scrittori più famosi

L'uomo vive a Londra e lavora per l'editore Simon & Schuster. Tra le sue vittime Atwood e Jo Nesbo

Catturato il ladro di bestseller inediti, chi è Filippo Bernardini: l'italiano che ha rubato opere degli scrittori più famosi
di Francesco Musolino
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Venerdì 7 Gennaio 2022, 07:50 - Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio, 10:53

Nel momento esatto in cui le manette sono scattate attorno ai polsi di Filippo Bernardini, gli scrittori di tutto il mondo hanno tirato un sospiro di sollievo. Il suo nome non vi dirà nulla ma si tratterebbe dell'hacker che negli ultimi cinque anni ha rubato i manoscritti di autori best seller fra cui Jo Nesbø, Margaret Atwood, Ian McEwan, l'attore hollywoodiano Ethan Hawke e Dylan Farrow, la figlia adottiva di Woody Allen gettando nel panico l'industria editoriale.

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L'ARRESTO
Italiano, 29enne, Bernardini vive a Londra e prima che l'Fbi lo arrestasse all'aeroporto Jfk di New York, dall'ottobre del 2019 rivestiva il ruolo di Foreign Rights Coordinator, occupandosi della compravendita dei diritti esteri presso la prestigiosa casa editrice, Simon & Schuster Books UK. Le accuse parlano chiaro. Con un abile gioco di mail e un invio incrociato, creando domini ad hoc che simulavano gli indirizzi reali (con la semplice accortezza di sostituire una lettera, penguinrandornhouse.com invece di penguinrandomhouse.com), secondo l'Fbi Bernardini avrebbe registrato più di 160 domini Internet fraudolenti che impersonano professionisti, prendendo di mira scrittori, editor, agenti ed uffici stampa, riuscendo a farsi inviare le bozze dei titoli più attesi prima dell'uscita in libreria. Ma curiosamente, questi manoscritti non venivano messi sul mercato o nel darkweb (e i diretti interessati hanno negato di aver pagato per scongiurarne la diffusione). Esattamente un anno fa la minaccia era trapelata sino ai media e lo scrittore Donato Carrisi oggi in classifica con il romanzo La casa senza ricordi (Longanesi) - aveva dichiarato al Messaggero: «Un giorno ho ricevuto una mail apparentemente innocua, tramite la quale una redattrice mi chiedeva una copia del manoscritto. Ma al momento di inviarlo, mi sono insospettito. Per fortuna». L'autore spiega che «non era mai accaduto che una redattrice mi chiedesse le bozze, in quella prima fase lavoro a stretto contatto solo con il mio editor. È stato davvero scioccante». Per aver impersonato, defraudato e tentato di frodare, centinaia di individui, ottenendo l'invio di centinaia di manoscritti nell'arco di cinque anni, Bernardini adesso dovrà rispondere di reati penali federali ovvero frode telematica e furto d'identità aggravato presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York.


LA TRUFFA
È un caso destinato a far discutere perché la portata della truffa era tale con attacchi combinati dall'Italia alla Svezia, da New York a Taiwan che molti pensavano a un'organizzazione internazionale, interessata anche ai manoscritti di nomi minori. Se le accuse fossero confermate, parrebbe evidente che l'asso nella manica di Bernardini era la perfetta conoscenza dei tempi di consegna dei manoscritti, scrivendo ai diretti interessati, sfruttando i database della Simon & Schuster. Anche la traduttrice Silvia Pareschi sua la pregevole traduzione di Crossroads di Jonathan Franzen conferma il modus operandi: «Due anni fa ho ricevuto delle mail sospette. Qualcuno si spacciava per una editor Einaudi che conosco, chiedendomi di inviarle il manoscritto che dovevo tradurre. Fortunatamente non lo avevo ancora ricevuto e a ben vedere l'indirizzo del mittente era perfettamente identico, ad eccezione di due lettere invertite. Una volta lanciato l'allarme, ho saputo che altri traduttori sono stati presi di mira con lo stesso metodo».


IL RUOLO
Bernardini è stato immediatamente sospeso dal suo incarico, e un portavoce della Simon & Schuster ha affermato che l'editore è «scioccato e inorridito». Bernardini ha lasciato qualche briciola online e dal suo profilo LinkedIn leggiamo che si professava «ossessionato dalla parola scritta e dalle lingue». Dopo aver conseguito la laurea in lingua cinese presso l'Università Cattolica di Milano e un master in editoria presso l'University College di Londra, era fiero che grazie al proprio ruolo «i libri potessero essere letti e goduti in tutto il mondo e in più lingue». Evidentemente, a tutti i costi.

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