Sky punta sui tre moschettieri di Veronesi per il film di Natale. Favino: «È una carezza per tutti noi»

Venerdì 18 Dicembre 2020 di Paolo Travisi
Sky punta sui tre moschettieri di Veronesi per il film di Natale. Favino: «È una carezza per tutti noi»

Un classico della letteratura per ragazzi, I tre moschettieri di Alexandre Dumas, nelle mani di Giovanni Veronesi, diventa Tutti per 1 -1- per tutti e sbarca sulla piattaforma di Sky, proprio la sera di Natale, il 25 dicembre (su Sky ore 21.15  e su Now Tv).

Dopo I Moschettieri del re, il regista toscano, ha realizzato questo sequel dove, ancora una volta, s'ispira al romanzo originario, per raccontare tra fantasia e leggerezza le avventure di Athos, Porthos e D'Artagnan, ovvero Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea e Pierfrancesco Favino. Il film, girato la scorsa estate, sarebbe dovuto uscire al cinema, ma la pandemia lo ha dirottato (come gran parte dei titoli) sulle piattaforme streaming, trasformandosi nel film di Natale, adatto alla famiglia costretta in casa. 

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"Ho letto il libro di Dumas cinque anni fa, quando mi è venuto in mente l'idea di fare il film. E' un testo difficile, molto politico che riguarda l'epoca in cui è stato scritto e ho faticato ad arrivare fino in fondo, non è di certo un libro per ragazzi. Invece il finto Dumas l'ho conosciuto da ragazzo, nelle traduzioni fatte per i piccoli lettori" ha detto Veronesi nel corso della conferenza in streaming.

Questa la storia. I moschettieri D’Artagnan, Porthos e Athos vengono richiamati dalla Regina Anna d’Austria, interpretata da Margherita Buy, per un’ultimissima missione segreta. Guidati da una singolare veggente di nome Tomtom, (come il navigatore Gps tascabile) interpretata da Giulia Michelini, dovranno essere i protagonisti di una nuova avventura che coinvolgerà anche due giovanissimi, la Principessa Ginevra (Sara Ciocca), figlia di Enrichetta d’Inghilterra, al secolo Anna Ferzetti e Buffon (Federico Ielapi), un giovanissimo e riccioluto orfanello. E sul loro cammino, non mancheranno d'incontrare un altro leggendario personaggio della Francia, Cyrano (Guido Caprino).

 

"E' raro che venga data l'occasione di giocare con il bambino che si è oggi, da adulti - ha detto Favino, parlando del suo personaggio - il poter andare a cavallo, giocare con la spada, immergerti nella fantasia di Veronesi è per me sempre lenitivo. E poi la fantasia, in questo momento è necessaria e fondamentale, io invece ho scelto di fare il mio mestiere per la libertà di esercitarla".

C'è una frase di mio figlio piccolo quando aveva sei anni che mi ricordo spesso. Mi disse papà, sai che la fantasia mi consola, ed è così, quando possiamo immaginare le situazioni" ha aggiunto Rocco Papaleo, parlando del potere consolatorio della fantasia, in un periodo complesso come questo, in cui si fa fatica a metterla in pratica.

D'accordo Valerio Mastandrea secondo cui "la fantasia è uno dei motivi per fare questo mesteriere. Questo film ha dentro di sè, la fantasia e la libertà, un concetto anche più importante, ma credo faccia parte del compito del cinema. Molto spesso l'ideologia è considerata una parolaccia, ma avere degli ideali non credo sia male. Il momento storico divide il mondo in due persone, chi pensa solo a se stesso e chi pensa a se stesso in mezzo agli altri, io spero che prevalgono questi ultimi".

Nel film tra i personaggi ci sono anche due attori giovanissimi, tra cui Federico Ielapi, il Pinocchio di Matteo Garrone, una scelta che Veronesi farebbe sempre volentieri. "C'è molto di me in quel bambino, aspettavo da tempo di fare un film con i bambini protagonisti, metterli insieme con dei moschettieri che sono supereroi mi sembrava il massimo". Menzione a parte la scelta della musica, tra cui La cura di Franco Battiato, che ha concesso i diritti della canzone. "La cura di Battiato credo sia la canzone d'amore per antonomasia degli ultimi 40 anni, e poi la carica finale dei moschettieri con quella canzone sopra me la sono sognata e non pensavo che Battiato desse questa canzone, una vera chicca. E poi alle musiche ha collaborato anche Checco Zalone, quindi la scelta è dettata dall'ironia".

In conclusione l'augurio di Piefrancesco Favino, che il film serva a portare un po' di leggerezza in questi tempi diffiicili. "Son felice se che questo film potrà portarla, non sottovaluterei la sensazione di tenerezza che possa portare, non so in quanti potremo vederlo insieme su un divano, c'è necessità di una carezza, lo dico da padre e da uomo. E' un film di Natale, nel senso più classico del termine".

 

Ultimo aggiornamento: 16:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA