Spazio, Parmitano diventa Superman nella notte di Halloween

Luca Parmitano
di Paolo Ricci Bitti
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Venerdì 1 Novembre 2013, 18:11 - Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 13:48

Navigatore (tra le stelle), poeta (vedi il suo racconto Volo di notte) e adesso anche supereroe. Una certa Elisabetta salì un tempo principessa su un baobab e ne scese regina, così adesso non sappiamo chi sarà il Parmitano che l'11 novembre tornerà sulla Terra dopo avere trascorso sei mesi sulla stazione spaziale internazionale. Avrebbe dovuto essere, banalmente, soltanto il primo astronauta italiano ad avere compiuto una passeggiata nello spazio, ma adesso rischia davvero di diventare quantomeno l'italiano dell'anno. E non tanto perché la notte (una delle 16 che nell'arco di 24 ore si vivono sulla stazione spaziale che sfreccia in orbita a 28mila kmh) di Halloween si è trasformato in Superman prendendo in giro, su Twitter, il suo acerrimo rivale Lex Luthor (Lex Luthor's Dream scrive Parmitano), il che richiede anche un qualche coraggio perché nessuno ha finora dimostrato la non esistenza di Luthor.

E' piuttosto che Parmitano ancora una volta è stato in grado di richiamare l'attenzione sull'attività nella stazione spaziale. Ancora una volta ha voluto condividere con noi terrestri le sue emozioni. La sua azione di divulgatore (avete presente quelle foto della Terra o delle nubi nottilucenti della mesosfera da bloccare il cuore?) è instancabile. E con la capacità di raggiungere tutti: dai bimbi che sognano di diventare astronauti, come era capitato a lui, ai capi di stato e di governo che finanziano i programmi spaziali e che ricevono in cambio, e con gli interessi, le tecnologie che ci aiuteranno da oggi a 50 anni e oltre. SuperParmitano tornerà sulla Terra con i risultati di oltre 150 esperimenti scientifici allestiti con l'Agenzia spaziale europea e con l'Agenzia spaziale italiana. E gli è riuscito, alla perfezione, anche il 151° esperimento: raccontare in maniera avvincente che cosa avviene nello spazio anche se non si chiama Verne o Bradbury.

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