Vega, successo a Kourou anche per il 20° lancio del razzo “made in Italy” dell'Avio di Colleferro, ora avanti con la versione maxi. Rivedi il decollo

Vega, successo a Kourou anche per il 20° lancio del razzo “made in Italy” dell'Avio di Colleferro, ora avanti con la versione maxi. Rivedi il decollo
di Paolo Ricci Bitti
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Martedì 16 Novembre 2021, 14:28 - Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 21:19

Da Colleferro (Roma) a Kourou (Guyana Francese) si continua a brindare in onore di Vega. Nuovo successo per il razzo lanciatore costruito al 70% da Avio per conto dell'Agenzia spaziale europea con il coordinamento dell'Agenzio spaziale italiana. Il ventesimo volo del "Vettore europeo di generazione avanzata" è decollato alle 10.28 di oggi dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese. In orbita a 400 chilometri di quota sono stati portati tre satelliti militari francesi Ceres che poi si piazzeranno ad altitudini comprese fra i 250 e gli 800 chilometri di quota. I satelliti sono al servizio di un programma francese il cui sviluppo prosegue da decenni e che ora garantirà alla difesa francese di intercettare tutti i segnali elettromagnetici prodotti da basi radar e dispositivi nemici in ogni punto del pianeta. Orbitando in formazione, a piccola distanza tra loro, i tre satelliti avranno la capacità di osservare ogni punto della Terra una volta al giorno.

Vega si conferma il razzo lanciatore dal cv più brillante nella storia della missilistica mondiale: 20 missioni dal 2012 e solo due fallimenti (missioni 15 e 17), con il primato nel primato dei primi 14 lanci consecutivi impeccabili. Per ammirare questa eccellenza del Made in Italy basta andare al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano dove ne è stata installata una copia in scala 1/1. Con i suoi 31 metri di altezza e le sue 136 tonnellate lo vedete già mentre vi avvicinate ai padiglioni.

Vega, che Gianni Agnelli chiamava "la 500 dei cieli",  è ora pronto per la nuova fase del progetto ideato già negli anni Ottanta dopo ipotesi che risalgono persino agli anni Sessanta: da domani a Kourou partiranno i lavori di aggiornamento alla piattaforma di lancio in vista del debutto di Vega C, una versione più potente e con costi più bassi. In Vega C saranno sostituiti i primi due stadi a combustibile solido (si chiameranno P120 e Z40), che garantiranno una maggiore spinta e quindi anche la possibilità di trasportare carichi più pesanti, passando da un massimo attuale di 1.5 a 2.2 tonnellate in orbita bassa, mantenendo tuttavia i costi inalterati.

Non si punta insomma a recuperare gli stadi per riutilizzarli, come fa ad esempio SpaceX di Elon Musk - procedura che rappresenta di certo il futuro della missilistica ma che comunque comporta ancora costi considerevioli e benefici da valutare - ma ad abbattere i costi dei lanci sfruttando ad esempio la leggerezza degli stadi (i motori) che per Vega sono realizzati con filamenti di carbonio. Il portare in orbita i satelliti vale attualmente due terzi della space economy mondiale che dagli attuali 350-380 miliardi di dollari - secondo Forbes - è destinata a raggiungere quota mille miliardi fra il 2030  e il 2040. Senza i satelliti, del resto, l'organizzazione attuale della società non è nemmeno immaginabile.

Vega dispone poi di un "dispenser", unico nel suo genere, che piazza satelliti in orbite diverse con un'unica missione.  

Il record del razzo Vega "made in Italy"

Questa, unita a quella del nuovo adattatore del carico Ssms, sperimentato con successo nel volo VV16, aumenta la versatilità del Vega per competere nel mercato dei microsatelliti e offrire ai clienti maggiori opportunità di lancio.

Nello stabilimento da fantascienza dell'Avio a Colleferro, a 70 chilometri da Roma, dove si realizzanno razzi lanciatori da due generazioni, è in corso inoltre il piano di assunzioni che prevede l'ingaggio di un centinaio di ingegneri aerospaziali e di una decina di periti meccanici ed elettronici: alcuni di loro saranno destinati alle sedi in Francia, Piemonte, Campania, Sardegna e allo spazioporto della Guyana francese dove dagli anni 70 tecnici partiti da Colleferro mettono a punto i lanciatori a cominciare dall'operazione di riempimento dei motori con il carburante solido modellato a stella, un'arte complicatissima. I dipendenti di Avio diventeranno così 930. Un raro esempio italiano di stabilmento che attira cervelli anche dall'estero. 

 

Vega si dimostra di missione in missione adatto a trasportare in orbita un numero di piccoli veicoli spaziali commerciali e governativi così come altri carichi utili più leggeri. Grazie alle sue elevate prestazioni e alla sua versatilità, Vega fornisce la migliore soluzione di lancio possibile per piccoli e medi veicoli spaziali diretti in una vasta gamma di orbite (orbita sincrona solare, orbita terrestre bassa, trasferimento al punto di Lagrange L1) per l'osservazione della Terra, la scienza, l'istruzione, la difesa e altre applicazioni.

Il futuro primo stadio di Vega C, il P120, sarà utilizzato anche come booster (razzo ausiliario) dall'imminente Ariane 6 che ne userà 2 o 4 a seconda del carico e dell'orbita da raggiungere. E anche l'epopea di Ariane (giunto al 255° lancio lo scorso ottobre) da due generazioni riporta in molti suoi capitoli alla città dello spazio di Colleferro.  

La storia di Vega parte dagli anni ’60, quando il pioniere dello spazio italiano, Luigi Broglio, sognava un lanciatore per l’Italia. Il programma è poi maturato tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta diventando un programma dell’Esa sostenuto, oltre che dall’Italia, da Francia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Svizzera. Il progetto, costato circa 780 milioni e al quale l’Italia ha contribuito per il 58,4%, e’ stato condotto sotto la guida della società Elv, costituita per il 30% dall’Asi e per il 70% dalla Avio. Vi partecipano inoltre la Vitrociset, responsabile delle operazioni di terra, Telespazio, Cira, CGS, Selex Galileo.

Il programma Vega è il risultato della cooperazione tra 10 paesi europei. È stato sviluppato sotto la guida dell'Esa, con l'Italia (Asi) come primo contributore e Avio Spa (Colleferro, Italia) come capocommessa responsabile di tutte le operazioni industriali fino al decollo dallo spazioporto europeo. Dal suo volo inaugurale nel 2012 Vega fa parte della famiglia di veicoli di lancio di Arianespace.

Paolo Ricci Bitti

Le reazioni

Grande la soddisfazione di Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio, e di tutta la squadra responsabile del lanciatore. «Siamo molto molto contenti di questo successo - ha detto Ranzo - un lancio importante, con un carico prezioso a bordo. Una missione impegnativa che conferma l'ottimo lavoro fatto in questi mesi dopo i problemi con VV15 e VV17. Nonostante tutto siamo riusciti a completare 3 lanci in un anno. Questo vuol dire che tutto il sistema funziona bene. Ora ci prepariamo a Vega C». I lavori di adattamento della piattaforma di lancio inizieranno già nei prossimi giorni e il primo lancio di Vega C è pianificato a inizio 2022.

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