Rugby nel Lazio, voglia di tornare in meta: ripartono gli allenamenti per 70 società

Rugby nel Lazio, voglia di tornare in meta: ripartono gli allenamenti per 70 società
di Paolo Ricci Bitti
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Sabato 12 Settembre 2020, 02:00

Il calendario, anzi, i calendari, ancora non ci sono, ma il rugby romano riparte dalle squadre di vertice dopo il lockdown con SS Lazio 1927 e Fiamme Oro, uniche rappresentanti del centro sud Italia nel massimo campionato che ha intanto perso, causa crisi Covid, San Donà e Medicei Firenze, arresesi alla mancanza di sponsor e ai prevedibili costi di gestione di una stagione dagli scenari preoccupanti quanto in gran parte ancora ignoti. Così il Top 12, il campionato che assegna lo scudetto, si è ristretto appunto a Top 10 perdendo ancora appeal e rappresentatività.

 

Rugby e minirugby ripartono nel Lazio: gli appuntamenti di tutte le società di Roma e Regione

Qualche società delrugby del Lazio è riuscita a mantenere i contatti con i giocatori più piccoli anche durante l'estate più nera, quella della pandemìa di Covid-19. Altre hanno ripreso le attività da qualche settimana dopo lo stop assoluto, altre stanno partendo in questi giorni.



SEMIPROFESSIONISTI
Biancocelesti e “poliziotti”, fra i 70 club di Roma e regione, saranno i primi a doversi confrontare con protocolli costosi e soprattutto non ancora comunicati dalla federazione. 
Il clima di incertezza, mentre gli atleti semiprofessionisti dei due club riprendono ad allenarsi con il pallone dopo la preparazione atletica, è pesante: il 14 settembre il consiglio federale forse darà delle date forse per Coppa Italia, forse 17 ottobre, e Top 10, forse 7 novembre. 

Ancora più numerosi i dubbi sulle altre serie: dalla A alla C2 che nel Lazio contano oltre 7 mila tesserati, tutti dilettanti allenati e coordinati nella stragrande maggioranza dei casi da volontari con entrate limitate alle quote d’ iscrizione. Il rugby, sport di contatto e di combattimento per eccellenza, rischia forti penalizzazioni in una ripresa che prevede distanziamenti negli spogliatoi e probabili sanificazione di strutture quasi sempre già sovrautilizzate: ci sono club che fra squadre del vivaio, formazione femminile, XV degli Old e anche formazioni di rugby inclusivo con ragazzi con disabilità devono ospitare una decina di match ogni domenica. Subito sotto il Top 10, l’Unione Rugby Capitolina e il Civitavecchia, in serie A, si sono faticosamente messe in moto facendo il contrappello: la pandemìa ha costretto numerosi giocatori a cambiare assetto nella proprio vita di studenti o di lavoratori, ammesso che il lavoro ci sia, e non sempre la nuova situazione permette di continuare a impegnarsi duramente fra mete e placcaggi per almeno cinque mezze giornate la settimana.

E senza contare su rimborsi spesa già assenti o men che minimi prima, figuriamoci d’ora in poi che verrà a mancare gran parte dell’esercito dei piccoli sponsor con cui tappare le falle nel bilancio. In tanti, a malincuore, hanno fatto sapere di non potere garantire alcun contributo che sono già in difficoltà a garantire gli stipendi ai dipendenti. La Fir prende tempo anche in attesa delle decisioni del Governo sulle attività sportive: in primavera ha stanziato oltre un milione e mezzo per aiutare tutto il movimento che però, per quanto riguarda proprio l’ex Top 12, non brillava certo di salute anche prima dell’uragano Covid.

SANIFICAZIONI
Negli ultimi anni la visibilità dal massimo campionato è così via via sbiadita, lontana dai fasti della Nazionale e delle franchige Benetton Treviso e Zebre Parma impegnate nelle coppe europee, ritenute più adatte a formare i giocatori per l’azzurro.


Craig Green



Carlo Pratichetti

Entrambe le squadre della Capitale hanno comunque cambiato allenatore, l’esperto Carlo Pratichetti, campione d’Italia con la Roma, alla Lazio e l’ex All Blacks, Craig Green alle Fiamme Oro, da una vita in Italia. Grandi novità logistiche anche sullo scacchiere della Capitale: la SS Lazio 1927, che oggi riprende le attività del vivaio, ha spostato l’attività giovanile al Flamino Real di Tor di Quinto sottraendosi in parte all’affollamento cronico dell’Acqua Acetosa, mentre la Primavera si è stabilità negli impianti un tempo del Cus Roma in via Fornaci di Tor di Quinto 64 (Sapienza Sport). 

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