Roma, Olsen vuol dire speranza: la sua parata allo scadere risulta decisiva

Domenica 16 Settembre 2018 di Alessandro Angeloni
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La speranza, a questo punto, è aggrapparsi alla manona guantata di Olsen. Quel portiere che sta in porta, ma che sta troppo in porta, si va dicendo. E sarà anche vero, ma lì in porta, quando deve aspettare la palla e non andarla a prendere, ci sa stare benino, ogni tanto para, non in grande stila ,a para. E forse proprio una sua parata rende la giornata grigia e non nera: se Giaccherini fa gol all’ultimo respiro, sono cavoli. Perché zero punti sono peggio di uno. E ma dai? Da due a zero a due a tre, mamma mia, una catastrofe. Invece il povero Chievo di gol ne ha recuperati “solo” due, hai capito? Due. Bisogna essere felici, Roma e, appunto, ringraziare quel malcapitato di Olsen, che si è trasformato in Batman ed è andato a togliere dalla traversa la palla della morte. Certo, un punto col Chievo è quasi come zero, però almeno puoi dire che non hai perso. Lo scorso anno a Verona il Chievo è stato impallinato ma è finita comunque in pari. Stavolta di uguale c’è solo il punto, la prestazione è stata disarmante. Ma detto tutto questo, oggi puoi aggrapparti a quella manona di Olsen e provare a “ripartire da lì, da questa slidind doors che forse potrà cambiarti la vita. Una porta che mercoledì si aprirà a Madrid, sperando che da quella porta non escano altri mostri.  Perché Olsen magari non ti salva e Modric non è Giaccherini. Ultimo aggiornamento: 17:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA