Lazio, cara Coppa Italia (ma non per Sarri). L’allenatore punta il trofeo che a lui è sempre sfuggito

Lazio, cara Coppa Italia (ma non per Sarri). L allenatore punta il trofeo che a lui è sempre sfuggito
di Alberto Abbate
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Martedì 18 Gennaio 2022, 00:33 - Ultimo aggiornamento: 16:06

È una coppa molto cara alla Lazio, forse per questo Sarri cerca il riscatto. Tre trofei alzati (2009, 2013 e 2019) nell’era Lotito, il nuovo tecnico invece non ha mai vinto. E la maledizione si spinge ben oltre il confine italiano. Nelle ultime esperienze di Maurizio pesano le finali perse ai rigori con il Chelsea nella Carabao Cup (coppa di Lega inglese) contro il City e quella contro il Napoli sulla panchina della Juventus. È arrivato il momento di infrangere il tabù: «Lo spirito dev’essere quello di voler passare il turno. È una manifestazione importante, bisogna scendere in campo senza avere retropensieri legati al campionato». Eppure Sarri ci pensa, eccome, allo sbarco dell’Atalanta sabato sera all’Olimpico. Alla vigilia degli ottavi di Coppa Italia, mille dubbi lo attanagliano. Vorrebbe far riposare qualcuno, ma l’infermeria non può dargli conforto. Oggi nuovi esami per Pedro, ai box per un problema al polpaccio. Acerbi è stirato, Radu non si è più visto in campo e allora rimangono solo Patric e Luiz Felipe al centro. A meno che l’allenatore non decida di affidarsi per la prima volta al redivivo Vavro. Perché Hysaj deve far rifiatare Marusic a sinistra per evitare complicazioni alla caviglia del montenegrino. A centrocampo restano i big Milinkovic e Luis Alberto. Cataldi giocherà in regia perché sabato sarà squalificato e Leiva gli darà il cambio. Ancora in isolamento Basic e André Anderson: «Dispiace non avere tanti ricambi con 6-7 giocatori fermi - ammette Sarri - e quindi il turnover sarà minimo. E sarà soprattutto difficile sotto l’aspetto mentale e fisico». In realtà, non sono state spese chissà quali energie nell’”allenamento” di Salerno: «Dobbiamo proseguire su quella strada e continuare a esprimere un bel calcio. Anche se la gara contro i granata in effetti va presa con le molle perché non sappiamo dove finiscono i nostri pregi e iniziano i difetti di un avversario decimato». 

L’ATTESA DI LOTITO

Ha segnato ovunque e in ogni competizione, il discorso non vale certo per Immobile. Chiamato anche stasera agli straordinari quasi sicuramente. Sarri non si fida di Muriqi e attende tra l’altro la sua uscita nelle prossime ore: «È tutto in divenire, ma io non ho mai promesso tre acquisti a gennaio - assicura Lotito - e incontrerò Maurizio prossimamente». Continuano dunque a slittare sia la firma sul rinnovo del tecnico sino al 2025 sia gli eventuali rinforzi in questa sessione. E allora Sarri si rimbocca le maniche: dall’inizio o in corsa, rilancerà uno fra i baby Raul Moro e Romero per preservare davanti Zaccagni e Felipe Anderson contro l’Udinese. È tutto in ballo sino all’ultimo minuto per la formazione. L’unica certezza riguarda il portiere: torna Reina titolare, sperando di evitare supplementari e penalty, che complicherebbero ogni piano dell’allenatore.

CHANCE DELLA STAGIONE

Via ogni cattivo pensiero, Sarri vuole invertire il suo destino. Quaranta partite disputate nelle Coppe Nazionali, appena la metà dei successi e 17 ko. Prima della finale con la Juve, Sarri era arrivato agli ottavi con l’Empoli, ai quarti e in semifinale col Napoli, e in FA Cup col Chelsea al quinto turno. L’impressione è che l’allenatore si sia sempre voluto concentrare sul principale torneo, ma stavolta è diverso. A febbraio sarà difficile superare il doppio spareggio in Europa League col Porto e rimane in salita e tortuoso anche il cammino verso il quarto posto in campionato. Insomma, la Coppa Italia a fine stagione potrebbe tornare ad essere un bell’appiglio per riaprire il nuovo ciclo. E poi, in caso di vittoria, per potersi aggiudicare un altro trofeo. Anche la Supercoppa è cara alla Lazio: l’ultima la regalò proprio Sarri nel 2019 da “nemico” bianconero. 

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