Lazio, Inzaghi: «Alziamo l'asticella. Lotito è un grande motivatore»

Venerdì 18 Ottobre 2019 di Valerio Cassetta
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Vuole ripartire con il piede giusto, Simone Inzaghi. Il tecnico della Lazio, alla vigilia del match con l’Atalanta, ha fatto il punto della situazione. 

Ripresa. «Sarà un altro ciclo di partite molto importanti, sicuramente più impegnative rispetto a quelle del primo. Cercherò di scegliere in base a ciò che vedo in allenamento. L'Atalanta è una squadra scomoda e organizzata, proveremo a fare una grande partita».

Rischi. «La frase “se si perde, sarà un macello”? Questa frase che è stata scritta, non ricordo di averla detta. Era una partita importante, siamo all'inizio, ma è importante per la classifica. L'Atalanta ha avuto continuità, in questi anni è sempre stata una sfida aperta e avvincente. In campionato l'anno scorso avevano meritato la vittoria ai punti, così come noi in finale di Coppa Italia».

Lotito pensiero. «Penso che voi giornalisti siate molto bravi il più delle volte a far dire cose che non si pensano. Il mio lavoro in questi 4 anni è sotto gli occhi di tutti. Un allenatore prende 10-20 decisioni in un giorno, deve sbagliare il meno possibile, ma ciò che è stato fatto è sotto gli occhi di tutti e nessuno può togliercelo. Lotito è un grandissimo motivatore, con le cose che ha detto ha provato a spronare tutto l'ambiente Lazio».

Obiettivo Champions. «Dobbiamo alzare questa famosa asticella. Abbiamo una squadra attrezzata, lo sono anche le altre. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre capacità, ci manca questo tassello. A livello di gioco questo è il migliore anno, manca qualche punto in classifica, c'è rammarico. I ragazzi sanno che dobbiamo correre, l'Atalanta si è rinforzata con Muriel, Malinovsky e Kjaer, ora hanno rotazioni che prima non avevano».

Sfida. «Dovrà essere interpretata nel modo migliore, come in finale di Coppa. Sappiamo che sono forti, ma anche loro sanno che con noi hanno perso diverse volte. Anche loro avranno delle preoccupazioni. La stiamo preparando nel migliore dei modi». 

Scelta. «Barattare la Champions con la Coppa Italia? Questa è la famosa domanda che si faceva. Probabilmente con il quinto-sesto posto dopo lo scontro diretto in campionato, l'avrei barattato. Quando poi abbiamo centrato la finale battendo il Milan, mancavano ancora diverse partite, e a cinque-sei gare dalla fine l'obiettivo è andato dalla parte della Coppa».

Differenze. «Se l’Atalanta ha più fame di noi? Se uno vede il campionato sì. Se vede la Coppa, dice che la Lazio ha avuto più fame. Loro hanno avuto più continuità, a livello tecnico non siamo inferiori. Con l'aiuto della Champions si sono rinforzati senza perdere nessuno»

Gasperini. «Sì, ma mi sembrerebbe ingeneroso dire che sia merito solo di Gasperini. È tutto l'ambiente che ha permesso la cavalcata, anche in Coppa Italia. Hanno fatto un cammino meraviglioso, lo stanno continuando, Gasperini è il valore aggiunto ma è tutto un ambiente che rema nella stessa direzione. Si sono tolti soddisfazioni, come noi d'altronde, che ora vogliamo arrivare quarti. Sappiamo che ci sono difficoltà, ci sono 5 o 6 squadre sulla carta più forti di noi». 

Qualità. «Cosa ha l’Atalanta più di noi? Sicuramente, la continuità in campionato, ma la Lazio, a livello tecnico, è molto forte». 

Europa. «A volte bisogna vedere come arrivano le sconfitte, come la nostra a Ferrara per esempio. A Zagabria l'Atalanta ha meritato di perdere, l'altra la rivincerebbero giocandola dieci volte. Poi a volte si pagano a caro prezzo alcuni errori. Stanno facendo grandi cose, mi ricordo quando ci rubarono il quarto posto quando perdemmo a Crotone. Stanno facendo grandi cose, onore a loro. Noi stiamo facendo il nostro, sapendo che dobbiamo trovare la continuità di risultati. Secondo me stiamo giocando un ottimo calcio».

Allenamenti. «Correa e Milinkovic hanno lavorato molto bene, bisognerebbe vivere lo spogliatoio. Chi vive qua 24 ore sa le cose. Correa viveva un momento complicato per problemi suoi, aveva fatto un ottimo secondo tempo, non è improvvisato sul dischetto, si ferma sempre a fine allenamento. Abbiamo voluto fargli tirare il rigore. Dopo è sempre facile parlare. Sul momento bisogna prendere delle decisioni».

Le parole di Klose. «Di Miro ho un bellissimo ricordo, mi diede una grandissima disponibiltà nelle prime sette mie gare. Fece gol importanti. Normale che abbia espresso un giudizio che dovremo smentire con il lavoro quotidiano».

Rientri. «Berisha ha chiesto un permesso di due giorni, aveva avuto un indolenzimento, ma ora sta bene. Rientrando oggi però non so ancora se sarà convocato per domani. Cercherò di valutare, parlerò con lui e vedremo. Ha fatto una buona gara col Montenegro, ha finito affaticato, ha chiesto due giorni per sistemare alcune cose fisiche».

Ultimo aggiornamento: 16:08


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