Lazio, Acerbi più Immobile i belli d'Italia

Martedì 10 Settembre 2019 di Alberto Abbate
Fratelli d’Italia, figli di una nuova era. Perché finalmente la Nazionale non svuota, ma restituisce due big pieni d’allegria. Immobile e Acerbi sono al settimo cielo dopo la vittoria contro la Finlandia. Inzaghi non vede l’ora di riabbracciarli oggi a Formello, alla ripresa. Dopo due anni, anzi 733 giorni, Immobile si è sbloccato di testa, Acerbi è diventato il principe azzurro della difesa. Incredibile come si sia capovolto il mondo in meno di una settimana. I 90’ di Ciro in panca contro l’Armenia avevano già risollevato la polemica, la mancata convocazione di Francesco catapultato su Mancini l’antipatia. Invece, ecco la svolta: Chiellini finisce ko, Acerbi in extremis viene chiamato e alla prima in campo sul centro-sinistra disputa sullo scomodo Pikki un capolavoro tattico. Ciro invece torna nell’undici all’ultimo secondo, inizia un po’ timido, poi s’avventa sul cross di Chiesa e fa centro. Alleluja, gol, l’ottavo. La maledizione può andare al diavolo. Immobile si toglie di dosso anche questo peso, era fondamentale per la Lazio. Perché l’anno scorso l’Italia aveva condizionato sin troppo il suo rendimento. Da quando a marzo 2019 era scoppiato il caso contro il Lichtenstein, Ciro aveva segnato appena 4 reti fra campionato e Coppe in 15 partite, considerata anche l’ultima contro la Roma. Appena un centro nel 2 a 2 col Sassuolo su rigore e un altro contro il Torino all’ultima giornata. Nel misero bottino va aggiunta ovviamente la doppietta di quest’inizio contro la Sampdoria. Sino alla prima depressione nazionale, Immobile non era agli antichi fasti, ma aveva comunque accumulato 17 reti. 
MORALE
Buona la trentasettesima gara con la Nazionale. Dopo 5 panchine, buona la prima da titolare, Immobile è già tornato a segnare. Può riprendere la sua epopea biancoceleste, Ciro può tornare a vestirsi da cannoniere. Basta reti divorate, le 101 raggiunte alla prima giornata sono quelle da cui ripartire. Nel derby ha ricominciato a fare i conti con le traverse, a Ferrara dovrà abbatterle. Immobile ha una promessa da mantenere, non ha più nessuna scusante: «L’anno scorso ho passato momenti difficili anche con la Lazio fra infortuni e brutte prestazioni. Ora sono partito bene e il gol contro la Finlandia mi può dare qualcosa in più anche per il morale. Io mi lamento sempre quando sbaglio gol facili e non riesco a segnare». Adesso, acqua in bocca, dritti verso la meta, pedalare: «Tutto il gruppo è felice che Inzaghi sia rimasto. Abbiamo fatto un buon mercato. Sappiamo che ci sono tante squadre che lottano per il quarto posto, ma è il nostro obiettivo». 
ESORDIO
Con le unghie e con i denti verrà difeso. Per questo c’è Acerbi, il muro. Non è importante il contesto né il luogo, Francesco ribadisce di poter stare ovunque a suo agio. Lo aveva dimostrato nel passaggio dalla periferia di Sassuolo alla Lazio, lo conferma in azzurro. E’ guida, è leader indiscusso. Da lì non si passa in nessun modo. E pensare che solo a 31 anni è arrivato l’esordio (in gare ufficiali) con la maglia dell’Italia addosso: «Ho sempre lavorato per farmi trovare pronto, voglio l’Europeo». Se a convincere Mancini non è bastato il campionato scorso, eccone un altro in corso. Acerbi è già partito col turbo: appena una rete (non 4 come nel 2018) subita nelle prime due giornate in quest’inizio. La difesa biancoceleste della Champions si vede dal buongiorno. Buongiorno, io sono Francesco.


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