L'italia vince e piace, Mancini non c'è ma si vede. L'azzurro è a sua immagine

Domenica 15 Novembre 2020 di Alessandro Angeloni
L'italia vince e piace, Mancini non c'è ma si vede. L'azzurro è a sua immagine

L’italia è a pezzi? L’Italia è piena di positivi, quindi c’è solo il negativo da attendersi. Invece, no. Gli azzurri escono dal Mapei di Reggio Emilia con una vittoria sonante contro la Polonia del temibilissimo Lewandowski e allunga il passo verso le Final Four di Nations League, che si giocheranno in autunno (2021), magari senza il Covid di mezzo. Serve una vittoria in Bosnia, mercoledì e tutto sarà matematico. Contro una formazione già retrocessa, e che non avrà nemmeno Dzeko, il suo uomo migliore. Impresa non disperata, insommma. Sperando che per Sarajevo, gli azzurri recupereranno almeno Mancini, il ct in smart, ma di lui in questa squadra c'è il segno ed è evidente. Due a zero  nonostante Turpin, l’arbitro peggiore che potesse capitare. L’unica decisione che azzecca è annullare il gol a Insigne, per un fuorigioco di Belotti, che intralcia Szczesny al momento del tiro del numero 10. Il resto, solo errori, che potevano compromettere tutto, a cominciare da un’espulsione di Lewandowski nei primi minuti. Alla fine ci pensano Jorginho, su rigore, e Berardi, subentrato a Bernardeschi, nel finale. L’Italia pensa alla Final Four e mette in tasca anche il futuro in Qatar. Lì, al Mondiale, sarà testa di serie. Mancini non c’è ma si vede. La sua Nazionale vince e piace. Al di là degli interpreti. E dei mille problemi di questo periodo e di questa settimana. 

Ultimo aggiornamento: 23:06
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