Roma, Fonseca attacca Maresca: «Ha condizionato la partita». Infuriati anche i Friedkin

Roma, Fonseca attacca Maresca: «Ha condizionato la partita». Infuriati anche i Friedkin
di Stefano Carina
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Lunedì 7 Dicembre 2020, 07:30

Il giorno 6 e gli arbitri che iniziano per M gli rimangono indigesti. Perché le due espulsioni rimediate da Fonseca in serie A sono arrivate con i direttori di gara Massa e Maresca e con il calendario che recita in modo sinistro 6 ottobre e 6 dicembre. Qualche amante della cabala o della smorfia, troverebbe sicuramente l’incastro numerico per giocarseli al lotto. Non certo Paulo, la cui unica deformazione (in)volontaria del viso ce l’ha alla fine del primo tempo di ieri, quando prova a capire il motivo per il quale l’arbitro di Napoli ha espulso Pedro. Con l’Olimpico deserto e le telecamere che riprendono il labiale dei protagonisti non pare di udire parolacce. Il tecnico si avvicina a grandi passi, chiede lumi in modo deciso e riceve in cambio il cartellino rosso. Per capire quanto accaduto, bisogna attendere la fine del match. Con Maresca impossibilitato a parlare, ecco la versione di Fonseca: «L’arbitraggio ha condizionato la gara, gli episodi parlano da soli. Io normalmente non parlo di arbitri, ma quanto accaduto è evidente. Gli ho chiesto soltanto del giallo a Pedro e ricordato che doveva dirigere con equilibrio - chiarisce - Il primo giallo è sbagliato. Poi c’è una seconda situazione su Pellegrini (fallo di Obiang, ndc) che è da rosso. Capisco che lui possa non vedere, ma non il motivo per cui il Var non venga usato. Non posso essere soddisfatto. Tra l’altro si può avere un dubbio anche sul rigore che si può concedere a noi per un tocco con la mano...». Il problema è che farlo in mezzo al campo ha favorito la decisione del fischietto internazionale di tirare fuori il cartellino rosso. L’errore di Paulo è stato proprio questo: con il senno di poi probabilmente non sarebbe accaduto nulla se avesse chiesto le stesse spiegazioni nel sottopassaggio che porta agli spogliatoi. Quanto fatto a fine gara dal Ceo Fienga che si è soffermato a parlare con Maresca, lontano da sguardi indiscreti. 

SPIA ACCESA 
È chiaro che a caldo, è difficile tenere a freno l’impulsività. Soprattutto quando si ritiene di aver subito un’ingiustizia rimarcata già nel primo tempo da qualche giallorosso, con un udibile e chiarissimo «questo arbitraggio è una barzelletta». Qualcosa di simile era accaduto anche un anno fa. Il match era quello con il Cagliari. Sotto 1-0, i giallorossi avevano recuperato e nel finale erano riusciti segnare anche il 2-1 con Kalinic. Massa, però, annullò per una (presunta) spinta del croato su Pisacane, provocando la reazione dell’allenatore. All’epoca, pur ribadendo con fermezza quanto d’ingiusto era accaduto in campo, Fonseca andando davanti alle telecamere chiese scusa per il suo atteggiamento (vis a vis con l’arbitro): «Per prima cosa voglio dire che ho meritato l’espulsione», le sue parole volte a giustificare un’attitudine che in seguito il giudice sportivo definirà «minacciosa e aggressiva avendo urlato più volte una frase irrispettosa». Alla fine Paulo pagò con due turni di squalifica e un’ammenda di 10mila euro ai quali si aggiunse lo stop per Nuno Romano e la multa per il club. Stavolta dovrebbe andare in modo diverso. È chiaro però che il malumore di Fonseca, seppur comprensibile, accende una spia. L’ira del tecnico, sempre così pacato, educato e riflessivo, fotografa anche il nervosismo per la frenata in campionato: 1 punto in 2 gare dove la Roma non ha mai segnato e ha confermato la difficoltà a vincere con le squadre che la precedono in classifica. Quanto basta per scivolare in 180 minuti dal terzo al sesto posto. 

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