Diego Tardelli, l'attaccante brasiliano chiamato dal papà come il Marco Mundial

Diego Tardelli, l'attaccante brasiliano chiamato dal papà come il Marco Mundial
di Benedetto Saccà
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Lunedì 13 Ottobre 2014, 06:11 - Ultimo aggiornamento: 11:28

Marco Tardelli ha 60 anni ma non ha perso il piacere di stupirsi. «Ma questo è un pazzo, dai...», ride al telefono. Già, una storia del genere ha sorvolato l'oceano soltanto grazie alle ali della meraviglia. In sintesi estrema, un giocatore della nazionale brasiliana, salito al proscenio sabato per aver firmato due gol contro l'Argentina, si chiama Diego Tardelli Martins perché il padre era letteralmente «innamorato» di Marco Tardelli e di Diego Maradona. E decise di tramandare il mito imponendo i nomi dei due campioni al figlio. Era, del resto, il 1985: e tal Zé Tadeu ancora non si era ripreso dal famigerato «Urlo mundial», la mitica esultanza di Marco Tardelli, consegnata alla leggenda l'11 luglio del 1982 allo stadio Bernabeu. Si sa, Tardelli indovinò la via del gol e, subito, in favore di telecamere, spalancò la bocca in una smorfia di gioia infinita, destinata ad entrare di filato e, soprattutto, a cristallizzarsi per sempre nell'immaginario sportivo italiano e non solo. Ecco, Zé Tadeu, un brasiliano che tentava di inventarsi calciatore, in quel momento guardava la televisione, restò ammaliato come vittima di un incantesimo e scelse: il figlio avrebbe avuto almeno un tratto di Marco. E pure di Maradona, l'altro idolo, visto che c'era. «E dire che io a Diego lo picchiavo», sorride oggi il nostro Tardelli. Detto, fatto: primo nome Diego, cognome Martins, nome piazzato in mezzo e coniato di sana pianta Tardelli. E non, magari, Marco: troppo banale, certo. Diego Tardelli Martins, calciatore, classe ‘85: un romanzo. «Sì, è una vicenda che mi ha incuriosito», racconta Tardelli (Marco). «Mi sono informato e ho scoperto che io e Maradona appassionavamo il padre. Sono contento, evidentemente ho lasciato un segno nel calcio. In realtà, però, non ho mai parlato con il ragazzo e non so se abbia mai cercato di contattarmi».

FUTURO VERDEORO

L'altro giorno, come detto, il Brasile ha piegato (2-0) l'Argentina di Messi a Pechino in un duello nobilitato da un titolo altisonante: «Superclasico de las Americas». Un'amichevole, niente di più. Diego Tardelli ha vinto la partita da solo, realizzando due reti, le prime personali in nazionale, e rubando così la scena a Messi e a Neymar. «È di sicuro un buon attaccante, è un po' che gioca e ora si sta mettendo in mostra», sottolinea Marco Tardelli. E adesso? Diego sogna un futuro colorato di verdeoro. «Sono tesserato per l'Atletico Mineiro e mi trovo bene. Ma il mio obiettivo, naturalmente, è arrivare a giocare il Mondiale del 2018 con la Seleçao», confida.