Roma, altalena Zaniolo: Mourinho ha fretta di averlo al top

Zaniolo (foto Gino Mancini)
di Ugo Trani
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Martedì 21 Settembre 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 11:27

L’altalena è il gioco preferito del Golden Boy di Trigoria. Almeno di questi tempi. Nicolò Zaniolo, da quando è tornato in campo dopo il secondo infortunio al ginocchio, vive di up and down. Lo sa bene Mourinho (per la verità pure Mancini). Normale che sia così: i 10 mesi di stop non si cancellano in una partita. Su e giù, insomma. Un giorno i rimproveri per l’espulsione sciocca contro la Fiorentina, il 22 agosto al debutto in campionato, un altro gli applausi per il gol ritrovato dopo 400 giorni, il 26 agosto contro il Trabzonspor nel play off di Conference League. Andamento insopportabile per Nick. Che smania, avendo fretta di tornare decisivo, di essere di nuovo il romanista che fa la differenza.

NUOVA PAUSA
Le critiche dopo Verona sono state feroci e quindi esagerate. Lo hanno ferito almeno quanto la sostituzione di Mourinho che in corsa gli ha preferito Perez. La gente si è scatenata sui social, ai quali però bisogna dare il giusto peso. Basta entrare all’Olimpico per capire quanto i tifosi siano schierati sempre al fianco di Zaniolo, idolo della Sud più del capitano Pellegrini che ha appena ripreso quota nel giudizio di chi va allo stadio (e di chi guarda la partita in tv). La tifoseria vera è quella in presenza e non quella di Instagram, Twitter e Facebook. E a proposito di social, Nicolò da dieci giorni è uscito di scena, evitando di essere protagonista fuori del campo. Attualmente è in stand by. Ma non per essere finito nel mirino dei followers dopo qualche prestazione negativa. Ha capito che non è il momento di perdere tempo dietro a messaggi, foto e gossip. Via le distrazioni come gli hanno consigliato in Nazionale e anche il club giallorosso. Non è una novità. Fece la stessa cosa quando incassò una raffica di insulti per aver lasciato l’ex fidanzata Sara in dolce attesa (il 23 luglio è nato Tommaso e papà Nick è andato subito a coccolarlo al’ospedale Villa San Pietro). Adesso è diverso. Vuole concentrarsi proprio per ritrovare la condizione migliore. Sente di essere in ritardo, di non portare ancora in partita il suo potenziale. Basta vedere il rendimento nelle sue 6 presenze stagionali (5 con la Roma e 1 in azzurro). Sempre titolare con Mourinho e sempre sostituito (la partita più lunga in Turchia, dove è uscito al terzo minuto di recupero). Insufficiente nelle 3 gare di campionato (fuori a Salerno perché squalificato), promosso nelle due di Conference League (giovedì è rimasto fuori per il turn over). Con l’Italia è tornato dopo un anno: dentro in corsa e per mezz’ora contro la Svizzera, senza però farsi apprezzare.

NESSUNO SCONTO
Mourinho e Mancini puntano forte su di lui. Ma questo non sta a significare che gli perdonino qualche atteggiamento sbagliato in campo. Comportamentale e tattico. Josè, a Verona, gli ha rinfacciato di non essere stato disponibile nella fase difensiva, scoprendo il lato di Karsdorp; Roberto, a Basilea, lo ha ripreso per aver calciato in porta da corner, senza giocare il pallone con i compagni. In mezzo la stilettata di Totti: «Zaniolo può fare una grande carriera ma riaggiorniamoci tra dieci anni». Dualismo a distanza, anche per le maglie giallorosse: la 10 delll’ex capitano resta la più venduta, la 22 è la più richiesta tra i giocatori dell’attuale rosa. Giovedì non è certo di giocare contro l’Udinese: Mou potrebbe preservarlo per il derby. Di sicuro aspetta la chiamata di Pinto (il gm ha appena contattato il manager) per l’adeguamento del contratto, in calendario solo dopo la firma di Pellegrini. La Roma non ha la stessa fretta di Nick.

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