Juventus, Allegri trema: nervi tesi nello spogliatoio

Martedì 24 Aprile 2018 di Alberto Mauro
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Il gol di Koulibaly ha scoperchiato un vaso di Pandora già incrinato dall'eliminazione in Champions e frantumato dal durissimo sfogo di Buffon nello spogliatoio dello Stadium, pochi minuti dopo il fischio finale di Rocchi. Ora la Juve trema perché il Napoli è ancora dietro ma con uno slancio inarrestabile e un calendario decisamente più alla portata dei bianconeri, che dovranno gestire il punto di vantaggio contro Inter e Roma, in trasferta. In mezzo la finale di Coppa Italia contro il Milan, ancora tutta da giocare, e lo spettro agitato dalle tifoserie avversarie di una stagione senza vittorie.
ALTA TENSIONE
Non era l'addio che aveva immaginato Gigi Buffon, tra i pochi a salvarsi dalla disfatta collettiva contro il Napoli, ultimo a rientrare dal campo dopo aver stretto la mano a tutti gli avversari e protagonista di un terzo tempo incandescente nella pancia dello Stadium. Mentre a pochi metri di distanza Insigne e compagni festeggiavano il -1 con cori e selfie di rito, nello spogliatoio bianconero è andata in scena una vera e propria resa dei conti che non ha risparmiato nessuno. Nel tentativo di scuotere il gruppo e serrare i ranghi in vista di un finale di stagione in cui la Juve sta dimostrando di essere sempre meno padrona di questo campionato. Il capitano ha tuonato, inchiodando la squadra alle proprie responsabilità, con parole dure, toni e contenuti molto simili a quelli di Reggio Emilia nell'ottobre 2015, dopo la sconfitta contro il Sassuolo. Nessun riferimento diretto ai singoli, ma rabbia e delusione per un atteggiamento approssimativo non da Juve -, e l'obbligo di cambiare marcia a partire dalla prossima contro l'Inter.
CRITICHE E POLEMICHE
Critiche accettate dalla maggior parte del gruppo ma non da tutti, tra questi i sudamericani e Benatia che non avrebbe incassato troppo volentieri il rimprovero, sentendosi tra i maggiori responsabili vista la mancata marcatura su Koulibaly nell'azione del gol. Se le scintille nello spogliatoio avranno avuto l'effetto di dare la scossa si capirà già sabato sera al Meazza. Guai a dare la Juve per morta, lo avevano fatto in parecchi già dopo lo 0-3 del Real allo Stadium, ma è chiaro che servirà tutta l'esperienza di Allegri per gestire una situazione delicata in un momento critico. La condizione atletica dei bianconeri è parsa nettamente inferiore a quella del Napoli, una Juve in riserva anche a livello di motivazioni, incapace di rimanere sul pezzo fino al '90.
CHIELLO STOP
Il gol di Koulibaly ha evidenziato l'ennesimo limite della difesa nel gioco aereo (vedi Ronaldo, Diabatè e Simy), con Benatia in costante difficoltà e come se non bastasse Chiellini rischia di aver già finito la stagione a causa della lesione al bicipite femorale, in sede pre-inserzionale del ginocchio sinistro, accusata nei primi minuti di gioco contro il Napoli. Segnali di allarme per una Juve che deve ritrovare al più presto risultati, fiducia e gioco e recuperare i suoi campioni. A partire da Dybala che non sta attraversando un bel momento: nemmeno un tiro in porta per lui nelle ultime tre partite chiuse ben prima del '90 con tre sostituzioni, poco meglio ma nemmeno troppo Higuain che non segna da otto partite. Il capitano ha suonato la carica, Allegri spera che la sua rabbia possa contagiare tutti gli altri. Ultimo aggiornamento: 12:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA