L'Nba scopre il gioco delle coppie: domani riparte la caccia all'anello

Lunedì 21 Ottobre 2019 di Gianluca Cordella
James Harden e Russell Westbrook, coppia d'oro degli Houston Rockets
Nella stagione più indecifrabile di sempre, l’unica certezza della nuova Nba sconfessa la storica legge dello sport che vuole i campioni in carica ripartire logicamente nel lotto dei favoriti. E la sconfessa totalmente perché non solo non rivinceranno i Raptors titolari dell’anello, ma verosimilmente non vincerà nemmeno Golden State, finalista un anno fa e che ha brutalizzato la lega nelle quattro stagioni precedenti con tre vittorie e una finale persa. Stop. Tutto il resto sottostà al più neutro dogma del “chi vivrà, vedrà”. A vedere si comincerà nella notte tra domani e mercoledì: alle 2 i Raptors riceveranno l’anello contro New Orleans e alle 4.30 sarà subito derby a Los Angeles tra Lakers e Clippers (entrambi i match in diretta su Sky Sport Nba e Sky Sport Uno). 

DOMINO CANADESE
A Toronto, dunque, l’onore di un’apertura comunque stritolata dalla nostalgia canaglia per l’uomo che ha reso possibile l’impossibile e poi ha fatto le valigie: Kawhi Leonard. L’mvp delle Finals 2019, l’uomo che per la prima volta ha portato in cima alla Nba una franchigia canadese, ha scelto la sua Los Angeles. Lasciando i Raptors con una squadra che potrà anche arrivare in fondo ai playoff a Est ma che avrebbe bisogno di un miracolo per confermarsi. Ed è stato proprio l’approdo di Leonard ai Clippers a scatenare quel domino estivo che ha buttato giù tutte le certezze acquisite. Kawhi ha scelto una squadra già solida, con giocatori importanti come Lou Williams e Harrell e un coach capace come Doc Rivers. E ha convinto l’amico Paul George ad aggregarsi all’avventura. I Clippers non sono mai stati così forti e nella griglia stanno sicuramente in prima fascia insieme all’altra metà di L.A.. I Lakers, fallito l’anno zero di LeBron James, hanno l’imperativo di vincere e, per farlo, hanno smantellato il roster pur di mettere le mani su Anthony Davis. La coppia con il Prescelto è da impazzire. Poi hanno assemblato un supporting cast di livello: intriga il ritorno di Dwight Howard, se avrà seriamente voglia di rimettersi in gioco sarà un fattore. Come un fattore sarà, eccome, Russell Westbrook ai Rockets: Houston ha affiancato l’mvp del 2017 a quello del 2018, James Harden, riproponendo quel tandem che anche se acerbo era esploso nei Thunder finalisti del 2012. Si ritrovano ora e puntano al titolo. Come il terzo violino di quella OKC, Kevin Durant, che ha ceduto alla corte dei Nets, bravi a prendersi pure Kyrie Irving da Boston. Altra coppia da impazzire, ma bisognerà attendere: il rientro di KD dall’infortunio patito nelle Finals è un rebus. Come quello di Klay Thompson che lascia allo Splash Brother Steph Curry la responsabilità di tenere in alto i Warriors: difficile immaginarne una marcia trionfale nei playoff. Golden State la sua coppia ce l’aveva già: come i Sixers di Embiid e Simmons, attesi alla prova di maturità, i Blazers di Lillard e McCollum o i Nuggets di Jokic e Murray. Da monitorare l’impatto di Walker nei giovani Celtics. 

STELLE E AZZURRI
E poi ci sono i fenomeni e basta. Come Giannis Antetokounmpo, che dopo aver portato i Bucks in vetta all’Est in regular season vuole ripetersi nei playoff, e l’attesissimo Zion Williamson, prima scelta al Draft per i Pelicans. Secondo molti è destinato ad avere sulla lega un impatto paragonabile a quello di LeBron. Testimone oculare da vicino potrà essere Nicolò Melli, ottimo il suo impatto in pre-season a New Orleans, che rimpingua la pattuglia italiana. C’è sempre Marco Belinelli agli Spurs che - magie di coach Popovich permettendo - sembrano destinati a inseguire. E c’è sempre Danilo Gallinari, spedito a OKC dai Clippers. Trova Chris Paul, sacrificato dai Rockets, coppia interessante: peccato che con i contratti in scadenza nessuno dei due dovrebbe chiudere la stagione a Oklahoma City. E magari faranno scattare un altro gioco delle coppie. 
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